Eduardo Di Capua, bio dell’autore de ‘O sole mio’ 

eduardo di capua foto

Eduardo Di Capua, bio dell’autore de ‘O sole mio’ nel post di Napoli Fans

Alzi la mano chi non conosce ‘O sole mio’. Nessuno vero? Perché è una canzone così popolare da identificare in tutto il mondo non solo Napoli, ma direttamente gli italiani spinti a lasciare il proprio paese per cercare lavoro lontano da casa e dagli affetti. Questo capolavoro lo si deve a Eduardo Di Capua, uno dei più celebri musicisti e parolieri napoletani. Il suo estro ha infatti composto alcune delle canzoni napoletane più belle di sempre.

Ripercorriamo la vita e le opere più importanti dell’artista napoletano Eduardo Di Capua nelle righe che seguono: buona lettura da Napoli Fans!

Eduardo Di Capua: gli inizi

Eduardo Di Capua nasce a Napoli il 12 maggio 1865 da Giacobbe, violinista ma anche “posteggiatore”. E’ proprio il padre a curare la formazione musicale del figlio, al di fuori dei canali istituzionali. Il padre, inoltre, è anche direttore di un complesso di mandolinisti e porta il figlio nell’ambito di una serie di tournées in Italia, in Inghilterra, finanche in Russia.

L’esordio di Eduardo come autore avviene nel 1884 con Lo campaniello de la parrocchia a cui seguirono, nel 1887, Margaretella e Capille d’oro.

La composizione di ‘O sole mio e il suo significato

A renderlo famoso, tuttavia, non è una canzone d’amore, ma di nostalgia e di emigrazione, lontana dalla tradizione napoletana. Corre l’anno 1898 e la canzone è composta da Di Capua a parecchi chilometri di distanza dalla sua amata Napoli: nell’Impero Russo, nello specifico a Odessa, oggi Ucraina. Alcuni affermano che forse è stata pensata prima della partenza per quelle terre così lontane e sicuramente fredde, per l’ennesima tournée. Così a Di Capua viene in mente quella melodia oggi così famosa. Le parole sono affidate al poeta Giovanni Capurro e la canzone è presentata alla festa di Piedigrotta nel settembre del 1898. 

Da allora è un successo travolgente che varca i confini di Napoli e dell’Italia, per viaggiare in tutto il mondo. Del testo di ‘O sole mio, infatti, esistono versioni in francese, inglese, tedesco, e perfino in svedese; della melodia vi sono versioni a ritmo di tango e di valzer, e un’infinità di trascrizioni strumentali. Enrico Caruso, nel corso della sua ventennale carriera negli Stati Uniti, fece di ‘O sole mio uno dei cavalli di battaglia del suo repertorio.

E‘ divenuto anche l’inno degli italiani all’estero e lo è in parte ancora oggi.

In coppia con Vincenzo Russo

E’ però il sodalizio artistico con Vincenzo Russo a dare a Di Capua le maggiori soddisfazioni. Si conoscono a causa della fama che accompagnava Russo: malatticcio, pallido ed emaciato, era solito girare di notte, come uno spettro, nella zona del Mercato. Così Di Capua, accanito giocatore di Lotto, decide di incontrarlo per avere dei numeri e scopre anche le doti poetiche del Russo. Da questa strana coppia nascono alcune delle sue più belle e note canzoni della tradizione napoletana, come ad esempio ‘A serenata de rrose, Maria Marì, I’ te vurria vasà, Torna maggio, Canzona bella.

Altri parolieri di Di Capua divengono negli anni anche Pasquale Cinquegrana, per la canzone Capille d’oro, Salvatore Di Giacomo (Carcioffolà), Ferdinando Russo (Serenatella nera), Ernesto Murolo (Pusilleco, Pusì), quest’ultimo figlio illegittimo di Eduardo Scarpetta.

Difficoltà economiche e morte

Nonostante gli apprezzamenti e la notorietà internazionale, Di Capua durante la sua esistenza ha molti problemi e difficoltà economiche. E’ costretto a dirigere un’orchestrina al teatro dei Fiorentini durante gli intervalli, accompagnando al piano la proiezione dei film muti in locali di infima categoria, e impartendo lezioni di canto.

Muore a Napoli il 3 ottobre del 1917. Si dice che abbia giocato al lotto tutta la vita al fine di vincere un terno secco che non arrivò mai.

Il nostro post dedicato al paroliere napoletano Eduardo Di Capua, termina qui. Alla prossima con i post a cura di Napoli Fans!