Basilica di San Domenico Maggiore: storia della famosa chiesa napoletana

chiesa di san domenico maggiore napoli foto
IlSistemone, CC BY-SA 3.0 , via Wikimedia Commons

Basilica di San Domenico Maggiore: storia della famosa chiesa napoletana, nel post di Napoli Fans

Nel cuore della città di Napoli, all’interno del suo centro storico, troviamo una bellissima chiesa in stile gotico-angioino, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO: si tratta  della Basilica di San Domenico Maggiore. Questa struttura religiosa è stata edificata da Carlo II d’Angiò e ha una lunga storia di devozione e fede.

In questo post a cura di Napoli Fans vediamo insieme la storia e alcune info utili su questa fantastica chiesa napoletana, nel post dedicato alla cultura napoletana, a cura del nostro portale!

Le origini

Era il 6 Gennaio 1283 quando fu benedetta la prima pietra per la costruzione della basilica, da parte del Cardinale Gerardo Bianco di Parma. 

Prima ancora, Carlo II d’Angiò scelse di far sorgere questa basilica sul territorio di un’altra chiesa, ossia quella di S. Michele Arcangelo a Morfisa. Ancor oggi vi si può arrivare, passando da Piazza San Domenico Maggiore.

Nel 1255 la Chiesa fu dedicata a San Domenico, per volere di Papa Alessandro IV. Carlo scelse di non modificare la chiesa preesistente ma di ampliarla, attraverso la Basilica, perché voleva creare un edificio per i domenicani. Tuttavia i lavori si bloccarono. Carlo II d’Angiò durante i vespri siciliani fu imprigionato. Era il 5 Gennaio 1284 quando Carlo, spaventato per le sue sorti, decise di fare un voto alla Maddalena: la libertà in cambio dell’edificazione di un nuovo luogo di culto. Così, quando finalmente uscì dalla prigionia, il suo primo obiettivo fu tener fede a quel voto fatto in quella situazione di pericolo. La Basilica doveva essere quindi dedicata alla Maddalena. 

La costruzione

Nel 1289, ritornato a Napoli, Carlo II d’Angiò chiamò per lavorare alla basilica due importanti maestri e architetti francesi:  Pierre de Chaul e Pierre d’Angicourt. I lavori durarono fino al 1324. La Basilica fu inizialmente chiamata Basilica S. Maria Maddalena, ma i napoletani non ne vollero sapere e continuarono a darle l’antico nome di Basilica di San Domenico Maggiore. 

Ma i lavori non terminarono con Carlo II d’Angiò: infatti nel 1442 Alfonso il Magnanimo volle ampliare il territorio circostante la basilica e creò la piazza omonima, chiamata appunto Piazza San Domenico Maggiore, ancora oggi luogo molto frequentato dai napoletani, sia di giorno che di notte, grazie alla sua movimentata movida. 

Purtroppo però eventi quali incendi e numerosi terremoti, danneggiarono gravemente la basilica, e così nel 1670 fu necessario fare una nuova ristrutturazione e a commissionare i lavori fu il priore del convento, Tommaso Ruffo. Ma quello non fu l’unico restauro: infatti, nel corso del tempo se ne fecero ancora. Ad esempio, nel 1853 fu la volta di Federico Travaglini, mentre altri vennero effettuati dopo i due conflitti mondiali, fino all’ultimo, avvenuto nel 1991, sulle arche funerarie dei re aragonesi. 

Oggi la Basilica di San Domenico Maggiore spicca sulla sua piazza omonima ed è ancora oggi uno dei luoghi di culto preferiti dai napoletani, oltre che oggetto di visita dei tanti turisti, che visitano Napoli ogni giorno.

 

Gli intellettuali e le opere

Questa basilica è molto importante anche per chi l’ha visitata e ci ha vissuto, come intellettuali e artisti, che qui hanno dipinto alcune delle opere che troverete esposte in questo magnifico luogo di culto. Tra di essi troviamo, ad esempio, San Tommaso D’Aquino, Cosimo Fanzago, Caravaggio, Michelangelo, Tino di Camaino, Raffaello, Luigi Vanvitelli, Domenico Vaccaro, Giuseppe de Ribera ma la lista è ben più lunga e annovera artisti più o meno noti nel panorama artistico napoletano e nazionale a cui è legata la storia di questo luogo

All’interno possiamo trovare opere d’arte immortali come la Flagellazione di Cristo del Caravaggio, San Domenico di Giovanni Filippo Criscuolo, il Martirio di San Bartolomeo di Giuseppe de Ribera, e tante altre che vi attendono una volta varcato l’ingresso della chiesa.

Info su visite e indirizzo

La Basilica di San Domenico Maggiore è visitabile tutti i giorni, dalle ore 10:00 e fino alle 18:00, con visite guidate che permettono di esplorare le ricchissime collezioni d’arte contenute al suo interno, oltre che scoprire la storia della sagrestia, delle arche aragonesi, della cella di San Tommaso d’Aquino e del Salvator Mundi. 

In generale possiamo scegliere tra due tipologie di visita guidata:

  • percorso standard, con visita a Sagrestia, le Arche Aragonesi, la Sala degli Arredi Sacri con la Collezione di abiti del XVI secolo e il Salvator Mundi, quest’ultimo della scuola di Leonardo da Vinci;
  • percorso completo, con visita anche al Corridoio e alla Cella di San Tommaso d’Aquino, e, quando possibile, alla Sala del Capitolo e ai Refettori;

L’indirizzo della chiesa è Piazza San Domenico Maggiore, 8A:

Le tariffe dei biglietti variano in base ai luoghi della basilica e del convento che si vogliono visitare. Si possono prenotare tramite il sito ufficiale del Museo di San Domenico Maggiore

Il nostro post dedicato alla storia e alle info dedicate alla famosa Basilica di San Domenico Maggiore di Napoli, termina qui. Alla prossima con i post a cura di Napoli Fans!