Napoli esoterica: luoghi e palazzi intrisi di mistero, la guida

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Napoli è un luogo magico, letteralmente parlando. Ha una millenaria storia da raccontare, e ogni angolo della città è intriso di mistero, di culti esoterici, di leggende e miti

Visitare Napoli è un’esperienza che occorre fare almeno una volta nella vita: per questo motivo abbiamo voluto proporti in questo articolo guida un elenco sui luoghi e sui palazzi più misteriosi in assoluto del capoluogo campano.

Per ora fatti un’idea, in modo da crearti un tuo percorso alla ricerca dei luoghi più segreti di Napoli quando deciderai di visitarla!

E allora partiamo subito con l’elenco:

La Cappella Di San Severo e il Cristo Velato

La Cappella di San Severo è uno di quei posti suggestivi che rievoca alla mente il tipico stile barocco, ma che ha molto più da nascondere nei dettagli che presenta.

Forse perché le storie che si narrano da secoli sulla sua costruzione sono quasi tutte legate al mondo dell’occulto, dal momento che il suo ideatore fu il Principe Raimondo di Sangro anche detto “l’alchimista”.

Ed in effetti osservando la cappelle, si evince come siano le opere esoteriche e i dettagli niente affatto religiosi a prevalere in tutto l’ambiente.

Il più suggestivo di questi elementi di decoro è rappresentato dalle macchine anatomiche, ovvero due scheletri con l’apparato circolatorio quasi intatto e dei quali la scienza ancora non ha saputo svelare i particolari circa la loro conservazione. 

Sempre nella Cappella di San Severo è custodito anche il Cristo Velato, una scultura che rappresenta il corpo di Gesù coperto da un velo trasparente.

Quella trasparenza così realistica non è stata ancora spiegata dagli studiosi, ma si presuppone sia dovuta proprio ad una misteriosa marmorizzazione, opera del Principe.

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Fonte: museosansevero.it

Il Cimitero delle Fontanelle e le Anime Pezzentelle

Non esiste tour partenopeo che regga senza una capatina al Cimitero delle Fontanelle.

È uno di quei luoghi in cui il fascino del mistero e il culto dell’aldilà si impongono maestosi per ricordare la linea sottile che unisce sempre vita e morte.

Nel Cimitero delle Fontanelle sono custoditi migliaia di crani appartenenti a persone morte nei secoli scorsi, le quali non trovando una degna sepoltura, venivano lasciate in questo ossario dai “contorni misteriosi”. 

Da superstiziosi e credenti nei favori delle anime, i napoletani hanno creato intorno al Cimitero delle Fontanelle un vero e proprio culto, quello delle cosiddette Anime Pezzentelle.

Occorre scegliere un teschio adorarlo e chiedergli favori: la forza dell’amore farà avverare i propri desideri.

Cimitero delle Fontanelle
Mentnafunangann / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)

Castel dell’Ovo

Castel dell’Ovo è emblema della città, ma non tutti conoscono la leggenda che aleggia sulle sue origini e sul suo nome.

Si narra infatti che nei sotterranei del castello il Mago Virgilio praticasse la magia nera usando pozioni ed incantesimi per proteggere la città.

La sua magia era talmente potente che fino al Medioevo i napoletani hanno adorato la sua figura nonostante fosse più che affermato il cristianesimo.

Ad ogni modo, la leggenda vuole che il poeta abbia nascosto nelle mura dei sotterranei del castello un uovo, al quale sono ancora oggi legate le sorti del castello e della città.

Finché l’uovo non sarà trovato, Napoli non correrà alcun pericolo.

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Chiesa del Gesù Nuovo

Poco distante dal chiostro di Santa Chiara, si trova Piazza del Gesù Nuovo che ospita l’omonima chiesa.

Si tratta di una struttura di epoca barocca che ha smosso la curiosità di molti studiosi nel corso dei secoli dal momento che ha una facciata a punta di diamante.

Inoltre presenta degli strani graffiti presenti sulle pietre di piperno che nascondono il pentagramma di un madrigale. 

Secondo uno storico dell’arte, Vincenzo De Pasquale, pare che questi strani graffiti altro non sono altro che la partitura di un concerto per strumenti a plettro (mandole e affini).

monastero santa chiara napoli
Miguel Hermoso Cuesta / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)

La maledizione della Gaiola

La Gaiola è una delle isole minori di Napoli, situata di fronte a Posillipo e facente parte di un’area marina protetta (l’area ha per estremi il borgo di Marechiaro da un lato e la Baia di Trentaremi dall’altra).

Ad ogni modo, l’isola della Gaiola è quella che maggiormente suscita curiosità date le sue misteriosi origini.

Si narra che nel 180 essa fosse abitata da un vecchio uomo misterioso, Publio Vedio Pollione, allevatore di murene, che custodiva gli animali in vasche scavate nel tufo.

Pollione dava in pasto alle sue murene gli schiavi che erano troppo maldestri.

Un’altra leggenda sul conto della Gaiola parla della maledizione del Mago Virgilio, il quale aveva maledetto ad eventi negativi e nefasti chiunque fosse permanso per lunghi periodi sull’isola.

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Gianfranco Vitolo, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons

Palazzo Penne e la leggenda del diavolo

Se fino ad ora abbiamo visto storie di malefici, storie di cattivi presagi, quella che riguarda Palazzo Penne è invece una leggenda a lieto fine.

Si narra che il costruttore del Palazzo, Antonio Penne (da lui il nome) avesse perso la testa per una bellissima fanciulla, di cui aveva chiesto la mano.

Avendo molti pretendenti, la ragazza aveva deciso di sposare Antonio a patto che nel giro di una notte riuscisse a costruirgli un palazzo intero come dono.

Ben conscio di non poter riuscire nell’impresa, il costruttore chiese aiuto al diavolo promettendogli in cambio la sua anima: tuttavia nel patto col diavolo inserì una piccola clausola ovvero che per potersi prendere la sua anima, il diavolo avrebbe dovuto raccogliere tutti i chicchi di grano cosparsi sul pavimento.

Dopo aver concluso la costruzione del palazzo in una notte con l’aiuto del demonio, Antonio cosparse sul pavimento i chicchi di grano, alcuni dei quali incollati con la pece, in modo tale che gli stessi finissero sotto le unghie del diavolo.

Fu così che la sua anima fu salva, il palazzo fu costruito e Antonio poté sposare la sua amata. 

Palazzo Penne è poco distante da Santa Maria La Nova, fu realizzato intorno al 1400 ed è emblema della cultura rinascimentale napoletana.