Luciano De Crescenzo: biografia dell’artista napoletano

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Luciano De Crescenzo, biografia dell’attore filosofo

Lo scorso 18 luglio ci ha lasciati uno dei personaggi che più ha dato lustro a Napoli negli ultimi decenni: Luciano De Crescenzo. Questo era scrittore, conduttore televisivo, attore, regista, ma soprattutto un personaggio vero, innamorato di Napoli, eternamente orgoglioso delle sue origini e della sua napoletanità, tanto da rivendicarla anche in molti suoi film.

Luciano De Crescenzo è stato per la città partenopea un personaggio di incredibile levatura, per la sua arte, la sua cultura, il suo umorismo.

Celebri sono alcune scene dei suoi film, di quanto ad esempio in “Così parlò Bellavista” espone la sua teoria sugli uomini d’amore e gli uomini di libertà, oppure quando dovette esprimere la differenza tra la doccia ed il bagno. “La doccia è milanese perché ci si lava meglio, consuma meno acqua e fa perdere meno tempo. Il bagno invece è napoletano: un incontro con i pensieri”, rivendicava Bellavista.

Biografia Luciano De Crescenzo

Luciano De Crescenzo nasce a Napoli, a Santa Lucia, il 18 agosto 1928 e nel palazzo dove è cresciuto, viveva anche Carlo Pedersoli, l’attore che tutti conosciamo come Bud Spencer. Il suo papà aveva un negozio di guanti in via dei Mille.

Luciano frequenta l’Università di Napoli, dove si laurea in Ingegneria col massimo dei voti. Racconta di avere ascoltato come prima lezione Renato Caccioppoli, il grande matematico napoletano, di cui s’innamorò intellettualmente a prima vista. Per stare un po’ con lui, lo andava a prendere a casa a piedi quasi tutti i giorni e lo riaccompagnava alla fine delle lezioni. Il suicidio di Caccioppoli (Napoli, 8 maggio 1959) fu uno dei grandi dolori della sua giovinezza.

Dopo la laurea, la IBM Italia lo assunse in qualità di rappresentante commerciale. Vi rimase per diciotto anni raggiungendo la qualifica di direttore.

Luciano era il classico soggetto capace di vendere frigoriferi praticamente ad una platea ampissima di clienti, usava una tecnica tutta personale ed un modo di fare tutto suo.

Si racconta che alcune persone, folgorate dalla verbosità di Luciano, andassero a comprare frigoriferi alla IBM solo per avere ancora a che fare con lui.

Luciano anni avanti raccontò come la mamma fu dispiaciutissima per la scelta di questo lavoro e per il fatto soprattutto di non essere riuscito ad entrare al Banco di Napoli (lavoro che Luciano non voleva), che era il sogno della mamma per Luciano.

Il Luciano De Crescenzo filosofo

Appassionato di filosofia sin da adolescente, coltiva questa sua passione con impeto, diventando un eccezionale divulgatore, capace di far comprendere l’incomprensibile, anche in maniera simpatica e divertente. Anche in alcuni suoi film sono spesso presenti sketch che riprendono pensieri di filosofia.

E’ riuscito a far conoscere il pensiero dei più grandi filosofi greci (come Eraclito nel libro “Panta Rei”) a gente che ha sempre masticato pochissima filosofia.

In vita, ha pubblicato negli anni più di cinquanta libri, dei quali sono state circa 18 milioni le copie vendute nel mondo, di cui 7 milioni in Italia.

Le sue opere sono state tradotte in 19 lingue e diffuse in 25 Paesi. Oltre ai suoi numerosi libri, nel corso degli anni 80 e 90 condusse sulle reti Rai una trasmissione televisiva, “Zeus-Le Gesta degli Dei e degli Eroi”, sui miti e sulle leggende degli antichi greci, pubblicata da Arnoldo Mondadori Editore e ritrasmessa anche da Mediaset.

Nel 1994 la città di Atene gli ha conferito la cittadinanza onoraria, proprio per i suoi lavori di divulgazione sulla filosofia greca.

De Crescenzo si è interessato nel tempo anche alla filosofia medioevale e, in minor misura, a quella moderna e contemporanea.

Il De Crescenzo artista

De Crescenzo Luciano è stato anche attore, regista e sceneggiatore, recitando anche con icone del cinema come Sofia Loren.

Una vera chicca da cineteca è la scena in cui, nella parte del personaggio da lui stesso ideato, il professor Bellavista, rimane bloccato dentro l’ascensore con l’ingegner Cazzaniga (Renato Scarpa), milanese verace, temporaneamente trapiantato a Napoli.

Fu allora che il napoletanissimo prof. Bellavista si accorse che perfino i milanesi hanno un cuore, abbattendo così quegli stereotipi che hanno sempre contraddistinto napoletani e milanesi e concretizzando un rapporto di fratellanza che si realizza nelle rispettive diversità. Come regista lo ritroviamo in “Così parlò Bellavista” (1984), “Il mistero di Bellavista” (1985), “32 dicembre” (1988) e “Croce e delizia” (1995).

Luciano è stato sceneggiatore inoltre in “La mazzetta” con la regia di Sergio Corbucci ed in “Il pap’occhio”, con la regia di Renzo Arbore. Nel ruolo di attore ha recitato in più di 10 film, tra i più importanti citiamo “FF.SS – Cioè…che mi hai portato a fare sopra Posillipo se non mi vuoi più bene” ed in “Sabato, domenica e lunedì”, con la regia di Lina Wertmuller.

Luciano De Crescenzo ci lascia all’età di 90 anni

Fatale per De Crescenzo una polmonite che non è riuscito a sconfiggere, tanto da essere ricoverato a Roma, dove viveva con la famiglia e assistito fino alla fine dalla figlia Paola e dall’agente Enzo D’Elia.

Per i suoi funerali il sindaco di Napoli ha proclamato il lutto cittadino.

Luciano De Crescenzo frasi celebri

Vogliamo terminare il nostro post dedicato al grandissimo Luciano, con alcune delle sue massime più famose, tratte dai suoi film o dai suoi libri:

  • “La vita potrebbe essere divisa in tre fasi: Rivoluzione, Riflessione e Televisione. Si comincia con il voler cambiare il mondo e si finisce col cambiare i canali.”
  • “Siamo angeli con un’ala sola, solo restando abbracciati possiamo volare.”
  • “La doccia è milanese perché ci si lava meglio, consuma meno acqua e fa perdere meno tempo: quindi è produttiva. La vasca è invece un appuntamento con i pensieri, è napoletana.”
  • “A volte penso addirittura che Napoli possa essere ancora l’ultima speranza che resta alla razza umana.”
  • E quando dico ‘”lavoro” non penso ad una fatica, ad un supplizio che uno deve sopportare dalla mattina alla sera per rendersi indipendente dal punto di vista economico, ma ad una opportunità che Dio ci ha offerto per dare più senso alla nostra esistenza. Ricordatevi quello che vi dico: una cosa è “fare” il tabaccaio, e una cosa è “essere tabaccaio”.
  • “A Napoli il semaforo rosso non è un divieto, è solo un consiglio.”
  • “Tutti vorremmo avere sia l’amore sia la libertà, ma quando otteniamo il primo perdiamo la seconda.”
  • “I sorsi di caffè napoletano: brevi, gustosi, ma capaci di salire nelle vicinanze del cervello e fargli un po’ di sano solletico.”
  • “Ognuno è meridionale di qualcuno.”
  • “Alcuni temono che la felicità sia un bene molto lontano, quasi irraggiungibile, motivo per cui corrono a più non posso nella speranza di avvicinarla, senza mai rendersi conto che più corrono e più se ne allontanano.”

 

Con le frasi celebri di Luciano De Crescenzo si conclude qui il nostro post dedicato all’artista napoletano, uno dei più sostenitori della napoletanità nel mondo. Ci mancherai Luciano!

 

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