Galleria Umberto I di Napoli: storia e curiosità

galleria umberto I Napoli
© Foto: Ra Boe / Wikipedia

Galleria Umberto I di Napoli: storia e curiosità, nel nuovo post dedicato alla cultura di Napoli Fans

Uno dei simboli della città di Napoli è Galleria Umberto I, che fu iniziata nel 1887 e terminata nel 1890. Fu dedicata al re Umberto I d’Italia, in ricordo ai suoi aiuti per la popolazione quando scoppiò l’epidemia di colera nel 1884. 

Oggi la Galleria Umberto I costituisce uno dei più importanti monumenti architettonici della città di Napoli. Farle visita, pertanto, è fondamentale.

Prima, però, cosa bisognerebbe sapere sul suo conto?

Nelle prossime righe un approfondimento utile sulla storia e sui simboli che ancora si legano alla Galleria Umberto I di Napoli, nel post dedicato ai monumenti e alla storia della città campana, a cura di Napoli Fans!

Descrizione della Galleria Umberto I di Napoli

La Galleria Umberto I di Napoli è un’opera imponente, lunga circa 147 metri, alta 35 metri e larga circa 15. E’ costituita da quattro ingressi, che sono situati in via Santa Brigida, Via Toledo, Via San Carlo e Vico Rotto San Carlo.

L’ingresso principale della galleria è quello su Via San Carlo. Da qui è possibile ammirare le quattro statue in marmo che rappresentano quattro diverse parti del mondo: l’Europa, l’Asia, l’Africa e l’America, posizionate sull’arco sinistro.

Sull’arco di destra troviamo invece rappresentate sulle colonne, nello specifico da sinistra verso destra le Quattro Stagioni, soggetti tradizionali che rappresentano lo svolgersi del tempo a cui sono legate le attività umane, il Lavoro e il Genio della scienza.

Sul fastigio troviamo il Commercio e l’Industria semisdraiati ai lati della Ricchezza, che rappresentano i miti della società borghese odierna.

Nel soffitto del porticato si notano poi una serie di divinità classiche, quali ad esempio Diana, Crono, Venere, Giove, Mercurio e Giunone.

L’ingresso principale è costituito da una facciata ad esedra, che in basso presenta un porticato architravato, retto da colonne di travertino e due archi ciechi.

Seguono finestre a serliana separate da coppie di lesene dal capitello composito mentre ad un secondo piano troviamo finestre a bifora e lesene simili alle precedenti.

L’attico presenta coppie di finestre quadrate e lesene dal capitello tuscanico.

L’interno della galleria è costituito da due strade che si incrociano ortogonalmente, ricoperte da una struttura in ferro e vetro. Sul tamburo della cupola della Galleria Umberto I di Napoli è visibile la Stella di Davide, simbolo della massoneria napoletana, in particolare della loggia massonica Grande Oriente d’Italia, che aveva sede proprio in Galleria.

La Galleria Umberto I nella cultura partenopea

Quando la galleria fu costruita al suo interno non vi erano unicamente locali commerciali: oggi, infatti, oltre ad essere un importante luogo monumentale, essa è anche un posto di ritrovo commerciale, dove giacciono le più importanti boutique campane. 

In principio, tuttavia, non era così. Il polo attrattivo della Galleria era infatti un piccolo teatro sotterraneo, inaugurato nel 1890 e noto alla popolazione partenopea con il nome di Salone Margherita. Per circa un ventennio il teatro fu il principale luogo di ritrovo serale di nobili, intellettuali e aristocratici del tempo.

La nobiltà napoletana collocava le attività di svago tutte in questo stretto e affascinante spazio, che vedeva la partecipazione di artisti come Salvatore Di Giacomo, Ferdinando Russo, Matilde Serao, Gabriele d’Annunzio, Eduardo Scarfoglio e Francesco Crispi.

Lo scopo per il quale l’imponente edificio fu messo in piedi, però, era quello di fornire agli abitanti del centro un posto dove potersi riparare nei giorni dalle temperature più avverse.

L’edificio, tuttavia, venne costruito con delle grandi pretese estetiche: la sua funzione non era meramente pratica ma anche e soprattutto decorativa. Bisogna pensare, a tal proposito, che essa occupa un posto tra i monumenti più importanti di Napoli, come il Teatro San Carlo e il Maschio Angioino

Ad ogni modo, non passò molto tempo dalla sua apertura, che la Galleria Umberto I di Napoli iniziò a popolarsi di attività commerciali, tra le quali comparivano redazioni giornalistiche, atelier e varie botteghe di moda o ristorative.

Ancora oggi si concentrano qui le boutique più importanti e i marchi più conosciuti della città campana, meta ogni giorno di turisti ma anche di shopping addicted, che vengono qui per fare le proprie compere. Ancora qui vi sono alcuni bar presso i quali rilassarsi sorseggiando un buon caffè o gustando una buona sfogliatella napoletana, riccia o frolla.

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Curiosità

Uno dei simboli che ancora oggi si legano alla Galleria Umberto I è quello dei Sciuscià, ovvero dei lustrascarpe. L’espressione dialettale, resa ancora più nota da un vecchio film di Vittorio De Sica, deriva dal vocabolo “shoe-shine”.

Ebbene, i lustrascarpe erano soliti concentrarsi in questa parte di città, appollaiandosi negli angoli della Galleria Umberto I, che era ai tempi (ed è tuttora) uno dei luoghi che registrava il maggior flusso di turisti e ricchi signori a cui poter proporre il proprio servizio. 

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IlSistemone / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)

Il nostro post dedicato alla Galleria Umberto I di Napoli, termina qui. Alla prossima con la cultura e i monumenti made in Naples, a cura del nostro portale!