Maschio Angioino: storia e origini della fortezza napoletana

maschio angioino

Maschio Angioino: origini e storia della fortezza voluta da Carlo I d’Angiò

Questa struttura storica è maestosa, imponente e rappresentò il primo bastione utilizzato per la difesa della città dagli attacchi dei nemici. Il Maschio Angioino è protagonista dell’ultimo post di Napoli Fans, portale dedicato alla cultura e alla storia della città partenopea.

Castel Nuovo Angioina, ossia il Maschio Angioino

La fortezza angioina, tanto desiderata e voluta da Carlo I d’Angiò, ha le caratteristiche sopra evidenziate e venne edificata a partire dal 1279.

Il monarca di Francia desiderò molto che questo sito venisse costruito perché volle un castello che svolgesse il compito di “guardiano” della città.

Le strutture precedenti non avevano le caratteristiche pretese da questo monarca, che volse lo sguardo verso Castel dell’Ovo datato I secolo a.C, una struttura attempata e considerata inadeguata allo scopo.

castel dell'ovo

Ma osservò anche Castel Capuano (risalente al 1160), che però non aveva la posizione strategica che avrebbe poi conquistato successivamente il Maschio Angioino, poiché troppo lontano dal mare.

La costruzione del Maschio Angioino di Napoli

L’edificazione di quest’opera, per ciò che riguardava il maniero, venne affidata all’architetto Pierre de Chaule che riuscì a portarla a compimento in soli 5 anni, in tempi da fare invidia oggi agli attuali lavori in città! L’architetto costruì la fortezza, ma anche una nuova dimora per i regnanti.

Il castello divenne poi uno dei simboli di Napoli e sul nome “Maschio Angioino” ci sono diverse interpretazioni a riguardo.

Una di queste, sostiene che il termine medievale deriva dal fiorentino “mastio” il quale indica, in una struttura avente più torri, la preminente e la più sicura, qualora vi fossero stati degli attacchi sferrati dai nemici della città.

Ma anche se alla storia è passato come Maschio Angioino (da colui che lo ha fortemente voluto, come già accennato Carlo I d’Angiò) il suo vero nome è in realtà Castel Nuovo, che in francese diventa: Chastiau nuef.

I lavori successivi

Nel tempo le stratificazioni architettoniche subite dall’originaria struttura si sono sommate, per cui comprendere oggi quale fosse il “primo volto” del castello appare impossibile.

Un elemento che certamente rimane è però la Cappella palatina, che proviene dallo stampo stilistico angioino: tale struttura risale al 1307.

Il portale d’ingresso al castello è di epoca rinascimentale ed è fatto in marmo sormontato da un rosone vetrato, mentre invece la parete di fondo affaccia sull’attuale via Marina.

I lavori di restauro più importanti nella storia di questo splendido sito, vennero eseguiti nel XV secolo, a causa di alcuni danni subiti per il terremoto del 1456. La cappella all’interno della struttura presenta uno stile medievale con finestre gotiche, che vanno ad illuminare la sala e quel che rimane dei suoi illustri capolavori. Si tratta di un meraviglioso ciclo di affreschi, che donavano bellezza alla struttura stessa.

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Giotto al Maschio Angioino

Rispetto a questo importante sito storico, vi sono dei documenti che attestano la presenza e la mano di Giotto, che nel 1330 circa fu ospite alla corte di Roberto d’Angiò e che poi dipinse storie del Vecchio e Nuovo Testamento. Tali pitture però vennero purtroppo eliminate nel XV secolo.

Il Castello nel tempo è stato protagonista di tantissime trasformazioni e modifiche, ad esempio partendo dai successori dei dinasti angioini. In questo caso, Alfonso d’Aragona che conquistò Napoli nel 1443, scelse di riorganizzare l’intera struttura, andando a cingerla con nuove mura difensive e inserendo un bellissimo arco trionfale all’entrata.

Il passaggio di stile

Tale modifica voluta da Alfonso d’Aragona diventò ben presto un pezzo di architettura e arte tipico e che, eretto tra il 1453 al 1468, si volle ispirare alle strutture architettoniche romane e federiciane, andando ad effettuare un passaggio tra l’arte gotica a quella dell’età moderna e celebrando, attraverso il fregio e le differenti sculture, il successo della dinastia d’Aragona.

Il XVI secolo è quello in cui il Castel Nuovo venne dotato di nuovi bastioni e di fossati, che ancora oggi è possibile vedere. Questi percorrono tutt’intorno la struttura napoletana.

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I torrioni erano rivestiti di piperno e uno solo era di tufo: 

  1. Torre di San Giorgio;
  2. Torre del Beverello;
  3. Torre dell’Oro;
  4. Torre della Guardia;
  5. Torre di Mezzo;

Sono inserite su una pianta che divenne così trapezoidale, per una struttura che è arrivata a questa ennesima trasformazione.

Il Maschio Angioino oggi

Attualmente il Maschio Angioino è parte integrante della vita di Napoli. In esso vi si svolgono rappresentazioni teatrali, dando prevalenza, in questo caso, al suo cortile.

Inoltre vi si organizzano eventi e spettacoli culturali ed è sede permanente del Museo Civico che prevede un percorso di visite che si svolgono in diverse sale.

Altro aspetto di conservazione e trasmissione che è reso possibile nel presente, è quello che trova alloggio nel II° e nel III° livello della fortezza, dove è stata collocata la ricchezza bibliotecaria della Società napoletana di Storia Patria, venuta alla luce nel 1875.

Inoltre ancora oggi scavando nel sottosuolo è possibile ritrovare pezzi di storia antichi, come nel caso di alcune navi romane e anfore ritrovate durante gli scavi della metro.

Quindi per entrare nella storia di Napoli, la tappa al Maschio Angioino è certamente tra quelle che dovrete prendere in considerazione.

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