Fantasmi a Napoli: guida alle leggende e ai luoghi infestati in città

bella 'mbriana

Fantasmi a Napoli: guida alle leggende e ai luoghi infestati nella città partenopea nel post di Napoli Fans

Bentrovati su Napoli Fans, il portale online dedicato alla città di Napoli. Per il post odierno vi parleremo di un tema collegato al periodo nel quale ci troviamo: fantasmi a Napoli. Infatti durante la settimana che porta ad Halloween, il famoso ponte dei morti celebrato in tutto il mondo, vedremo insieme quali sono i luoghi più infestati della città partenopea, che vi faranno letteralmente accapponare la pelle, e le figure leggendarie legate al paranormale in città: bentrovati su Napoli Fans!

Il munaciello

La prima figura che ci viene in mente parlando di leggende e paranormale a Napoli è il munaciello.

Chi è il munaciello?

Il munaciello è un essere piccolo che vive nel sottosuolo, capace per la sua piccola stazza di infilarsi nei più piccoli cunicoli. E’ vestito con un saio ed è spesso nominato dai napoletani quando succede qualcosa in casa.

Infatti quando capita di non trovare qualcosa oppure succede un incidente in casa, si esclama:

E’ stato ‘O munaciello!

Il munaciello è uno spirito che può essere sia benefico che malefico, a seconda dei casi. E’ una figura davvero molto famosa del folclore napoletano, tanto che a parlarne fu Matilde Serao in uno dei suoi libri intitolato “Leggende napoletane”:

«Chiedete ad un vecchio, ad una fanciulla, ad una madre, ad un uomo, ad un bambino se veramente questo munaciello esiste e SCORRAZZA per le case, e vi faranno un brutto volto, come lo farebbero a chi offende la fede. Se volete sentirne delle storie, ne sentirete; se volete averne dei documenti autentici, ne avrete. Di tutto è capace il munaciello…»

Ma qual è la storia che si cela dietro questa figura folcloristica?

La storia vuole che, durante il regno degli Aragona in città, Caterinella Frezza, figlia di un mercante napoletano si innamori del garzone Stefano Mariconda e che da questo amore impossibile nasca un bambino, che viene dato alla luce in un convento. Questo bambino purtroppo era piccolo, deforme e la madre speranzosa in un miracolo, prese a vestirlo da monaco. Da qui il termine munaciello. Durante la sua adolescenza purtroppo il ragazzo non crebbe e la sua deformità si accentuò: aveva infatti una testa enorme in un corpo da bambino. Purtroppo per lui, ciò portò agli insulti e alle derisioni della popolazione.

Da qui nasce la leggenda dei poteri del munaciello: se lo si incontrava con il cappuccio dell’abito rosso, se ne traevano auspici di buon augurio, mentre la malasorte veniva associata se lo si incrociava con il cappuccio nero.

Al munaciello vengono così associate tutte le piccole disavventure che si subivano, tanto che all’improvviso il nano scompare nell’ombra e nessuno lo trovò mai più.

Le leggende narrano che sia stato il diavolo in persona a portarlo con sé negli inferi, mentre altri affermano che continui ad aggirarsi ancora oggi nel sottosuolo, riuscendo a entrare nelle case di tutti i napoletani per fare dispetti.

ll munaciello tenderebbe a manifestarsi nei confronti degli abitanti della casa con tre intenzioni:

  • Simpatiche, ad esempio lasciando monete o soldi dentro l’abitazione, oppure facendo scherzi innocui che possono essere trasformati in numeri da giocare al lotto;
  • Dispettose, nascondendo oggetti, rompendo piatti e stoviglie, soffiando nelle orecchie degli individui per non farli addormentare;
  • Di apprezzamento, palpeggiando le belle donne;

Il munaciello entra di diritto nelle storie di fantasmi a Napoli.

o'munaciello

Bella ‘mbriana

Altra figura fantastica legata a Napoli è la Bella ‘mbriana, che rispetto al munaciello è una figura benevola.

Chi è la Bella ‘mbriana?

La Bella ‘mbriana (termine che deriverebbe da meridiana, proprio a simboleggiare un’ombra sotto la quale ripararsi) è legata ad un’altra leggenda napoletana, la quale narra di una principessa che aveva perso la testa a seguito di un amore infelice vagando per i vicoli della città. Il re suo padre ricompensava tutti coloro che la ospitavano e la accoglievano in casa per farla riposare. Da qui nasce la leggenda della Bella ‘mbriana.

Infatti questa figura è legata sempre a doppio filo con la serenità familiare e soprattutto alla casa, il focolare della famiglia. Infatti la Bella ‘mbriana è protettrice della casa e dei suoi abitanti. E’ una figura benevola che si invoca quando qualcosa compromette la serenità in famiglia.

Inoltre tradizione vuole che non ci si possa mai lamentare della propria abitazione e alzare la voce in casa affermando:

Voglio cagnà casa!

poichè lo spirito della donna potrebbe prendersela a male.

Ancora oggi le donne anziane quando escono di casa, in segno di rispetto le rivolgono un saluto.

La tradizione napoletana la vede manifestarsi come un geko o uno spirito che si intravede tra le tende mosse dal vento. Inoltre in casa sempre meglio avere una sedia libera per far accomodare lo spirito: se tutte le sedie sono occupate, la bella m’briana potrebbe andarsene, lasciando la casa in balia di sciagure e tragedie.

Anche la Bella ‘mbriana entra così di diritto nel nostro racconto di fantasmi napoletani.

bella 'mbriana

Cimitero delle Fontanelle

Altro luogo legato al mistero nella città di Napoli è il Cimitero delle Fontanelle.

Qui, dove sono conservati i resti di migliaia di ossa e teschi umani ed è possibile adottare un’anima (la tradizione delle anime pezzentelle) in cambio di grazie, vanno in scena numerosi avvistamenti di fantasmi e spiriti. Uno di questi è il capitano, fantasma pronto a vendicarsi contro chi gli rechi danno o chi vuole profanare la solennità di questo luogo.

Due sono gli episodi più famosi legati al fantasma del capitano: il primo narra che un fidanzato, geloso delle cure della sua prossima sposa al cranio del Capitano, muoia insieme a tutti gli invitati proprio al suo matrimonio per aver arrecato danno allo stesso teschio; un altro episodio narra di un camorrista che aveva osato profanare il cimitero facendo l’amore con la sua prossima sposa e sfidando il capitano a presentarsi il giorno del suo matrimonio, il che puntualmente avvenne, portando alla morte il criminale.

Un’altra anima presente con certezza all’interno del cimitero è l’anima di Donna Concetta, il cui cranio è chiamato “Il cranio che suda” proprio perchè, forse in seguito all’umidità del luogo, il teschio, oltre che essere sempre lucente, si presenta bagnato al tatto.

cimitero delle fontanelle

Il palazzo Donn’Anna

Altre leggende e avvistamenti di fantasmi sono quelli legati al Palazzo Donn’Anna a Posillipo. Questo edificio del ‘500 porta con sé la storia della sua proprietaria Anna, sposa del viceré Núñez de Guzmán duca di Medina de las Torres.

Erano tanti, tantissimi, i pretendenti di Donn’Anna in tutta Napoli. Un giorno la duchessa diede una grande festa in questo palazzo sul mare, dove i nobili invitati avrebbero anche recitato. Tra questi c’era Donna Mercedes de las Torres, nipote della duchessa che interpretava una schiava innamorata del suo padrone, personificato da Gaetano di Casapesenna, che era il suo amante segreto ma anche uomo amato dalla stessa Anna.

Dopo la loro esibizione, culminata con un bacio appassionato, Anna e Mercedes ebbero una lite furibonda, dopo la quale Donna Mercedes sparì. Gaetano la cercò in lungo e in largo ma non riuscì mai a ritrovarla e sospettò di Anna. Quest’ultima morì anch’ella da sola nel palazzo. Da allora pare che in questo luogo si aggirino ancora gli spiriti di Donna Anna, Mercedes e Gaetano, intrappolati in un triangolo eterno, e c’è chi giura di averli sentiti gridare e parlare tra loro.

Palazzo Donnanna

La Gaiola

Vogliamo terminare la nostra avventura alla scoperta dei fantasmi napoletani, con la Gaiola. Questo è il luogo che ospita il parco sommerso, ma anche una misteriosa villa ormai disabitata e in rovina, posta sull’isolotto vicino. La leggenda vuole che chiunque abiti quel luogo vada incontro a terrificanti accadimenti, come morti sospette e jatture.

Tutto iniziò quando l’isolotto divenne dimora di uno stregone, il quale in quel luogo eseguiva riti magici, contaminando lo specchio d’acqua intorno all’isola con un potente maleficio. Successivamente chiunque avesse deciso di abitare quell’isola, sarebbe andato incontro a terrificanti eventi. Tra i protagonisti di queste sventure vi sono i Brown, tra i primi ad abitare, con una bellissima villa, la Gaiola. Il nobile marito infatti si sparò in casa dopo che la sua giovane amante, la sorella della moglie, si tolse la vita per essere stata scoperta. La moglie diventò pazza e morì da sola. Ancora oggi si possono sentire i suoi lamenti in alcune giornate d’inverno. Poi Giovanni Agnelli invece perse diversi parenti, mentre il successivo proprietario della “casa maledetta”, Paul Getty, subì il rapimento del nipote dalla ‘Ndragnheta.

gaiola napoli

Il nostro appuntamento con i fantasmi di Napoli e gli spiriti che regnano su questa città, termina qui. Alla prossima dallo staff di Napoli Fans! 

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