Castel Sant’Elmo: la storia del castello adagiato sulla collina del Vomero

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Fonte: Wikipedia

Castelli di Napoli: Castel Sant’Elmo

Castel Sant’Elmo trova la sua collocazione sul punto più alto della collina del Vomero. Situato sul Largo San Martino, qui si erge uno dei castelli più belli presenti in città, dove ci si gode il panorama sul centro storico.

In questo post per Napoli Fans, ripercorreremo i fasti e la storia del Castel Sant’Elmo, tra i castelli napoletani, uno dei nostri preferiti.

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Fonte: rete.comuni-italiani.it

Le origini di Castel Sant’Elmo: la decisione di Roberto d’Angiò

Adagiato sulla collina del Vomero, si erge maestoso il Castel Sant’Elmo, punto strategico della città, dove poter scorgere eventuali nemici giungere dal mare. Tale struttura era in precedenza denominata Patorcium e si erge insieme a una chiesa dedicata a Sant’Erasmo.

Il primo cenno storico documentato che riguarda Castel Sant’Elmo risale al 1275.

Si narra che la decisione di costruire questo nuovo castello napoletano venne presa da Roberto d’Angiò, e che avrebbe dovuto trovare la sua collocazione ideale sulla cima della collina del Vomero. Tale decisione avvenne in occasione di una visita che il titolato fece alla Certosa di San Martino, quest’ultima in fase di costruzione.

Era d’Angiò stesso che sorvegliava e controllava i lavori in corso nel Regno, ma un contributo alle architetture venne fornito da una seconda persona che accompagnava Roberto d’Angiò: questa era il figlio, Duca di Calabria, Carlo d’Angiò, che morì però prima del padre e che aveva interesse verso differenti stili architettonici.

Il figlio di Roberto d’Angiò risultava essere molto sensibile alle correnti artistico-architettoniche innovative in città, che si rifacevano ai modelli della tradizione gotica classica e inerenti lo stile dei Certosini.

Il figlio erede al trono nel 1325 aveva promosso anche la costruzione della Certosa di S. Martino, oggi sede dell’omonimo Museo di San Martino.

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Fonte: 10cose.it

Il castello fu opera dell’architetto senese Tino da Camaino, che edificò anche la Certosa.

Alla morte del costruttore, che avvenne nel 1336, il progetto venne affidato ad Attanasio Primario e Francesco di Vico, e successivamente a Balduccio de Bacza, i quali riuscirono finalmente a terminare i lavori nel 1343, quando il Regno era dominato da Giovanna I d’Angiò.

Il Castello di Sant’Erasmo

A distanza di pochi anni dal termine dei lavori voluti da Roberto d’Angiò, il castello veniva denominato Castello di Sant’Erasmo, si pensa ricollegato alla presenza di una cappella dedicata al santo.

Successivamente la fortezza venne gravemente danneggiata dal terremoto del 1456 e ciò comportò la ricostruzione delle mura e delle torri ad opera degli Aragonesi.

L’aspetto che detiene attualmente questo sito storico, è stato determinato tra il 1537 e il 1547 quando il nome della fortezza era cambiato, passando da Castel Sant’Erasmo a Castel Sant’Ermo e, poi infine a Castel Sant’Elmo.

Questo cambio di nome è da ricondursi a chi fece eseguire i nuovi lavori: il Vicerè Don Pedro de Toledo, che affidò la ricostruzione a Pedro Luis Escrivá, uno dei più importanti e conosciuti architetti di quel periodo in Spagna, che aveva particolare attenzione e grandi capacità, proprio per ciò che riguardava le fortificazioni.

Da pianta quadrata a pianta esagonale

La struttura cambiò completamente dopo i lavori: la pianta da una base quadrata fu sostituita con una pianta esagonale sulla base dell’idea dei Borbone.

Tale pianta consentiva di indirizzare infatti con maggiore intensità le cannonate che partivano dai vari bastioni. Il progetto subì comunque anche delle aspre critiche.

Nell’anno 1538, al fine di commemorare tale idea e tale progetto, venne posta un epigrafe sul portale d’ingresso, che riportava sopra lo stemma di Carlo V con l’aquila bicipite asburgica.

stemma carlo v di borbone
Fonte: Napoligrafia

Castel Sant’Elmo: la cittadella

Questa nuova struttura diventò una vera e propria cittadella e la fortezza era stata resa ancor più valida dal punto di vista difensivo e strategico. Nella struttura era presente  inoltre una piazza d’armi, nella quale si trovavano gli alloggi dei militari e del cappellano che recitava messa nella chiesa edificata da Pietro Prato nel 1547.

In questo periodo vi era anche un’altra figura interna alla fortezza, la quale gestiva e amministrava le decisioni: tale figura “di ruolo” diremmo oggi, era un castellano che aveva in questo luogo giurisdizione civile e militare e la prima persona a svolgere tale mansione fu Don Pedro de Toledo, verso il quale poi si costruì il monumento funerario a tutt’oggi conservato all’interno della chiesa.

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Fonte: Wikipedia

Il castello come prigione

La storia di questa struttura però riguarda prevalentemente l’impiego che se ne fece come luogo di controllo e punizione, ovvero come carcere piuttosto che come argine difensivo per la città. Un passaggio però ricorda un anno importante, il 1647: quello nel quale vi fu la rivoluzione di Masaniello e dal castello  partirono diverse cannonate che bombardarono la città al fine di resistere all’assalto dei ribelli, unico accenno interessante fuori dal luogo detentivo.

Infatti già a partire dal 1604, nel castello vennero rinchiusi prigionieri sia sconosciuti che noti: tra questi secondi va ricordato Tommaso Campanella e, nel 1799, alcuni patrioti della Repubblica Napoletana, quali:

  • Gennaro Serra;
  • Mario Pagano;
  • Luisa Sanfelice;

Ancora nel 1860, dopo l’allontanamento dei Borbone, la struttura veniva ancora impiegata come carcere militare.

Castel Sant’Elmo: dal 1976 al 1982

Nel 1976 il Provveditorato delle Opere Pubbliche della Campania eseguì un importantissimo restauro, andando a recuperare molte caratteristiche originarie, esempi furono i percorsi di ronda e gli ambienti sotterranei.

Invece è nel 1982 che la struttura passa sotto il controllo della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Napoli.

Orari e biglietti Castel Sant’Elmo

Per poter accedere alla visita di Castel Sant’Elmo, ecco di seguito gli orari di ingresso:

  • 08.30 – 19.30, ultimo ingresso ore 18.30;
  • 08.30 – 17.15 Orario Museo del Novecento con ultimo ingresso ore 16.15;

Costo Biglietto martedì:  € 2,50

Chiuso: 25 dicembre, 1 gennaio.

Si entra gratuitamente la prima domenica di ogni mese.

Come arrivare a Castel Sant’Elmo?

Per terminare il nostro reportage su Castel Sant’Elmo, vi ricordiamo l’indirizzo dove potervi recare per visitarlo: si trova oggi in Via Tito Angelini, al civico 20.

Puoi giungere a Castel Sant’Elmo con i seguenti mezzi pubblici:

  • Funicolare di Montesanto: fermata MORGHEN
  • Funicolare di Chiaia: fermata PIAZZA AMEDEO
  • Metro: linea 1 fermata VANVITELLI
  • Bus ANM: linea V1 fermata PIAZZALE SAN MARTINO

Alla prossima con i post di Napoli Fans dedicati ad una delle città più belle del mondo: la nostra!

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