Castel dell’Ovo: dalla Sirena alla leggenda dell’uovo

castel dell'ovo

Castel dell’Ovo si colloca sull’isolotto di Megaride, il luogo che fu il primo approdo dei Greci che conquistarono il golfo di Napoli e successivamente fondarono nel 474 a.C. Neapolis il sui significato è Città Nuova.

In questo post di Napoli Fans vi parleremo della storia del castello, divenuto uno dei simboli della città partenopea.

Castel dell’Ovo leggenda: la Sirena Partenope

Il Castello venne edificato attorno al 1128 su un sito che ha tanta storia e che si suppone fosse uno dei luoghi sacri del Paganesimo.

Ci sono tante leggende attorno al Castel dell’Ovo. Una di queste riguarda la sirena Partenope che è divenuta nel tempo un simbolo di Napoli. La leggenda narra infatti di una sirena di nome Partenope, il cui termine parthenos era anche l’appellativo alle divinità greche, che letteralmente significa “nascere da sé” o che viene tradotto anche come vergine.

sirena partenope

Partenope era la terza di tre sirene dopo Ligea e Leucosia, e per colpa di Ulisse si lasciarono morire e trasportare dal mare lungo le coste. La stessa sirena partenopea si lasciò morire proprio sull’isolotto di Megaride. Una volta defunta, la sirena si dissolse trasformandosi nella morfologia del paesaggio partenopeo: il capo è appoggiato ad oriente, sull’altura di Capodimonte, il piede ad occidente, verso il promontorio di Posillipo. La sirena sarebbe morta infatti proprio nel luogo in cui oggi sorge Castel dell’Ovo e proprio lì sarebbe stata sepolta una delle patrone di Napoli, Santa Patrizia.

sirena partenope

Da allora la città, pur a distanza di secoli, continua ad essere chiamata “città partenopea” e la bella Sirena ne è divenuta il simbolo, e alla quale è dedicata una Fontana: quella di Piazza Sannazzaro.

Poi arrivarono dei monaci basiliani e questo luogo diventò un posto destinato al solo culto cristiano. Le prime fortificazioni vennero effettuate con la presenza dei monaci, ma quest’area ben presto da luogo libero e partecipato, da villaggio (questo significa il termine “pagano”) divenne una fortezza con i Normanni, per poi trasformarsi in castello con la dominazione angioina.

Castel dell’Ovo e l’isolotto di tufo

La storia del castello va fatta risalire alla metà del VII secolo a.C., quello fu il periodo nel quale sull’isolotto sbarcarono i Cumani, un popolo di origine greco-euboica e costoro fondarono Partenope-Neapolis sul Monte Echia, un luogo che andò ad incorporare un centro abitato ben più antico: tale luogo venne identificato successivamente come Palepolis ovvero città antica.

Nel periodo della dominazione romana su questo isolotto e sul Monte Echia, venne edificata la villa, altrimenti definita come Castrum Lucullanum, del patrizio Lucio Licinio Lucullo: l’epoca è quella del 1° sec. a.C. e tale Castrum prevedeva parchi e fontane, che si diramavano dalla collina di Pizzofalcone fino a quella che è l’attuale Piazza Municipio.

Nel Medioevo quest’area venne fortificata dal popolo di Napoli per poter far fronte alle invasioni barbariche.

Il sito venne ricostruito in un periodo successivo, quello degli Aragonesi, nel 1400 e la ricostruzione si rese necessaria dopo la distruzione portata dalla guerra tra re Carlo III e Giovanna I.

I lavori di restauro andarono a modificare sensibilmente una parte della linea architettonica del forte normanno, che assunse il ruolo di postribolo delle regine Giovanna I e Giovanna II.

castel dell'ovo

Ma da dove deriva il nome Castel dell’Ovo?

Pare che l’origine del nome Castel dell’Ovo sia legata ad un’altra fantasiosa leggenda di Napoli, che risale appunto all’epoca medievale.

La leggenda vede protagonista niente di meno che Virgilio, il poeta latino, che avrebbe nascosto dentro una gabbia un uovo magico, inserito in una caraffa di vetro e riempita con acqua. Tale struttura sarebbe stata appesa ad una trave di quercia molto pesante per poi venir sistemata in una camera che si troverebbe nei sotterranei del castello.

Ma l’uovo ad oggi non è stato ancora ritrovato e si spera anche che questo non venga mai rinvenuto, visto che su quell’uovo ci sarebbe un sortilegio, questo:

“quell’ovo pendevano tutti li facti e la fortuna dil Castel Marino”.

In tempi successivi a questa frase, le persone iniziarono a credere che fin quando l’uovo non si fosse rotto, sia il castello che la città avrebbero ricevuto protezione dalle calamità naturali e umane.

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Il 1900 e il Castello dell’Ovo

Agli inizi di questo secolo su questa area nacquero alcuni importanti Café Chantants, ad esempio l’Eldorado e il Santa Lucia, dove si svolgevano spettacoli che potevano durare anche tutta la notte.

In questi spettacoli intervennero al tempo anche volti famosi quali:

  • Edoardo Scarfoglio;
  • Salvatore Di Giacomo;
  • Ferdinando Russo;
  • Roberto Bracco;

Oggi questa zona continua ad essere un’attrattiva della città e resta parte integrante del “Borgo Marinari”, essendo caratterizzata da diversi ristoranti, bar e pub che fino a notte fonda animano la zona.

Castel dell’Ovo oggi

Attualmente questo luogo è lo scenario storico dove vengono ospitati convegni e cerimonie. È possibile far visita alle due torri, definite come: Normandia e Maestra.

Si possono anche visitare i resti della Chiesa di San Salvatore, una sala gotica stupenda, una loggia ogivale del ‘300 trasformata 500 anni dopo in cappella, la Sala delle Colonne, i resti di un loggiato risalente al ‘400, le celle dei monaci, il denominato “carcere della regina Giovanna”, e infine il terrazzo panoramico, con i cannoni spagnoli che sono rivolti verso la città.

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Castel dell’Ovo orari

Il castello può essere visitato gratuitamente. Di seguito gli orari (tratti dal sito del Comune di Napoli):

nel periodo estivo, nei giorni feriali dalle ore 9.00 alle ore 19.30 – ultimo accesso ore 19.00; nei giorni festivi e la domenica dalle ore 9.00  alle ore 14.00 – ultimo accesso ore 13,30;

nel periodo invernale, nei giorni feriali dalle ore 9.00 alle ore 18.30 – ultimo accesso ore 18.00; nei giorni festivi e la domenica dalle ore 9.00  alle ore 14.00 – ultimo accesso ore 13,30;