Artemisia Gentileschi: il suo periodo napoletano

ritratto artemisia gentileschi

Artemisia Gentileschi: il suo periodo napoletano e le opere più importanti realizzate nel capoluogo partenopeo, nel post a cura di Napoli Fans

Nel vasto panorama dell’arte rinascimentale italiana, poche figure femminili si emergono con la stessa forza e talento di Artemisia Gentileschi.

La sua permanenza a Napoli, tra il 1630 e il 1638, e il suo successivo ritorno da Londra fino alla morte (probabilmente per peste), ha lasciato un’impronta indelebile sull’arte della città, con opere che ancora oggi risplendono per la loro potenza espressiva.

In questo post a cura di Napoli Fans vogliamo vedere insieme cosa ha lasciato in eredità alla città partenopea questa straordinaria artista, pittrice di talento, in questo nuovo post dedicato all’arte a Napoli. Bentornati sul nostro portale!

Artemisia Gentileschi e il suo arrivo a Napoli

Artemisia Lomi Gentileschi nasce a Roma l’8 luglio del 1593 da Orazio e Prudenzia di Ottaviano Montoni, primogenita di sei fratelli. Si avvicina alla pittura dopo la morte della madre, visto il lavoro del padre Orazio, anch’egli pittore di fama.

Dopo aver cominciato la sua carriera di pittrice tra Roma, Firenze e Venezia, Artemisia Gentileschi giunge a Napoli in un momento cruciale della sua carriera e della sua vita personale. Dopo aver attraversato periodi difficili, compresa la sua partecipazione a un processo per stupro, trova rifugio nella vibrante comunità artistica partenopea. La città, all’epoca un importante centro culturale, è la cornice ideale per il rinnovamento della sua arte.

Artemisia Gentileschi è presto chiamata a servire come pittrice di corte per il viceré di Napoli. Questo periodo le offre l’opportunità di immergersi nella vita aristocratica napoletana e di creare alcune opere, che ancora oggi adornano i palazzi della città napoletana.

Qui segue le orme del Caravaggio e di altri artisti del tempo, dipingendo opere divenute presto immortali.

Napoli, per Artemisia Gentileschi, diviene una sorta di seconda casa: qui la pittrice fa convolare a nozze le due sue figlie e intrattiene rapporti con le personalità di maggior spicco del tempo, come il vicere Duca d’Alcalá.

Capolavori Napoletani: il mito di Giuditta

Durante il suo soggiorno a Napoli, Artemisia dipinge molte opere notevoli, ma è soprattutto il tema di Giuditta che risalta. La sua interpretazione di Giuditta decapitatrice di Oloferne è un esempio straordinario di come Artemisia unisse maestria tecnica a profondità emotiva. I dettagli vividi e l’uso audace del colore conferiscono alle sue opere un’intensità unica.

A Napoli, Artemisia si trova anche per la prima volta nella sua vita a dipingere tre tele in una chiesa: si tratta delle opere San Gennaro nell’anfiteatro di Pozzuoli, l’Adorazione dei Magi e i Santi Procolo e Nicea, realizzati presso la chiesa di Pozzuoli, al Rione Terra. Altre opere del periodo napoletano sono anche la Nascita di San Giovanni Battista al Prado e Corisca e il satiro in collezione privata.

Dopo una parentesi di Londra, l’artista torna a Napoli dopo la morte del padre. Di questo periodo si riconoscono le opere Susanna e i vecchioni, oggi ospitata nella città di Brno, e una Madonna e Bambino con rosario, conservata all’Escorial.

Di lei sappiamo che probabilmente muore a Napoli nel periodo della peste, che colpisce la città nel 1656. Dopo la morte, l’artista viene seppellita presso la chiesa di San Giovanni Battista dei Fiorentini di Napoli, sotto una lapide che recitava due semplici parole: «Heic Artemisia». Purtroppo, dopo la ricollocazione della chiesa al Vomero e la demolizione di quella originaria, posta nel rione Carità, si sono perse le spoglie e la lapide originaria.

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Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte

Artemisia e la sua eredità a Napoli

Oltre alle opere iconiche, Artemisia Gentileschi ha lasciato un’eredità duratura nella comunità artistica di Napoli. La sua influenza è evidente nelle opere di numerosi artisti successivi, che hanno cercato di catturare la stessa fusione di forza e grazia, che Artemisia ha apportato alle sue opere.

Il periodo napoletano di Artemisia Gentileschi ha contribuito a definire il suo status come una delle pioniere più audaci dell’arte italiana, oltre che paladina del movimento femminista italiano, in quanto dedita ad un lavoro, al tempo, prettamente maschile.

Attraverso il suo sguardo unico e la sua abilità eccezionale, Artemia Gentileschi ha scolpito il suo nome nell’eternità dell’arte, con Napoli come sfondo vibrante e ispiratore per la sua attività.

La sua eredità artistica continua così ad illuminare le sale dei musei e a ispirare gli artisti odierni, mentre il suo impatto sull’arte napoletana è destinato a durare per sempre.