Pozzuoli, origini e attrazioni della città

pozzuoli

Pozzuoli, origini e attrazioni della città nel post di Napoli Fans

Pozzuoli è una città ricca di siti archeologici di grande pregio, dove si respira un’atmosfera raffinata ed antica, di vicende storiche di notevole importanza e dove, anche grazie alla vicinanza alla città di Napoli, l’area è sempre affollata da turisti e gente dei comuni limitrofi che trovano in Pozzuoli il luogo ideale per gite, serate e week end fuori porta.

Essa è sicuramente una delle zone che più meritano di essere visitate, per la sua storia, i suoi paesaggi unici, il suo mare meraviglioso. Il suo centro, ricco di piccoli e grandi tesori di epoche diverse, accoglie turisti e cittadini e li trattiene con garbo. Sono rimasti numerosi siti risalenti all’epoca romana, durante la quale Pozzuoli era un importante porto.

Benvenuti a Pozzuoli nel nostro ultimo post per Napoli Fans: buona lettura da tutto lo staff del magazine!

pozzuoli

Pozzuoli, cenni storici

Fondata nel 530 a.C. da un gruppo di esuli politici provenienti da Samo, alla città puteolana fu dato il nome di Dicearchia, cioè governo giusto, in polemica contrapposizione al governo della propria patria dominata dal tiranno Policrate.

Dicearchia fu soggetta al controllo della vicina e potente Cuma fino al 421 a.C., anno in cui i Sanniti occuparono tutta la regione flegrea.

I Romani, che avevano conquistato la Campania nel 338 a.C. cambiarono il nome di Dicearchia in Puteoli, cioè piccoli pozzi, molto probabilmente a causa delle sorgenti termominerali che numerose sorgono ancora oggi dal terreno.

A partire dal II secolo a.C. iniziò l’ascesa economica di Puteoli che, nel ruolo di porto commerciale di Roma, si trasformò ben presto in una città cosmopolita dove trovarono ospitalità mercanti di tutto il Mediterraneo antico: Egiziani, Greci, Fenici, Eliopolitani, Ebrei, Nabatei ed altri.

Nella primavera dell’anno 61, su invito di un gruppo di fratelli cristiani, vi sostò per una settimana San Paolo, che da Cesarea era diretto a Roma per esservi processato.
Con la costruzione del porto di Ostia Puteoli perse il monopolio del commercio marittimo con Roma, ma il declino della città non fu immediato, tanto che la maggior parte dei suoi monumenti appartiene al periodo tra Vespasiano e Adriano.

La vera fine di Puteoli fu segnata verso il IV – V secolo dall’accentuazione del bradisismo discendente, che sommerse le opere portuali, e dalle invasioni barbariche, che la trovarono priva di una cinta muraria in grado di difenderla.

Infatti agli inizi del 1500 il fenomeno del bradisismo, già da secoli in fase ascendente, si intensificò e fu accompagnato negli anni da una serie di terremoti, fino a quando, nella notte tra il 29 e 30 settembre 1538, un’eruzione portò alla nascita del Monte Nuovo, un piccolo cratere che ingoiò il villaggio di Tripergole e buona parte del lago Lucrino.

Dopo un breve periodo di abbandono, la città fu ricostruita grazie agli aiuti del vicerè spagnolo don Pedro Alvarez de Toledo, che vi si fece anche costruire un magnifico palazzo con torre e giardini.

La storia di Pozzuoli nei secoli successivi non presenta avvenimenti degni di rilievo. La città era nota soprattutto per le rinomate acque termali e per le grandiose vestigia romane, che la inserivano tra le tappe del gran tour dei viaggiatori europei. Neanche la caduta dei Borboni e la nascita del nuovo Regno d’Italia apportarono grandi cambiamenti nella sonnolenta vita della città puteolana.

Solo a partire dagli ultimi decenni dell’Ottocento Pozzuoli esce finalmente e definitivamente dal suo isolamento grazie all’insediamento del cantiere inglese Armstrong, che ne fa uno tra i principali centri industriali del Mezzogiorno d’Italia, e al notevole miglioramento delle comunicazioni, che permettono un veloce e continuo scambio di uomini, idee e prodotti con la vicina Napoli.

La storia recente di Pozzuoli è nota: segnata profondamente dalle due crisi del bradisismo, 1970 e 1983, e costretta ad un esodo forzato della sua popolazione, ora la città sta faticosamente recuperando la propria identità, anche se la strada è ancora lunga e ardua.

pozzuoli

Pozzuoli, centro storico

Il centro storico di Pozzuoli è il fulcro della città, da Piazza della Repubblica, oppure dal porto, approdo per le imbarcazioni dirette alle isole del golfo, si erge una piccola altura circondata dal mare per tre lati, difficilmente accessibile ma ricca di fascino.

Un quartiere dove i capitoli della lunga storia di Pozzuoli si sono sovrapposti come pagine di un libro: qui è si è ai piedi del famoso Rione Terra.

Il molo, le vicine banchine del porto e le barche ormeggiate nella darsena, l’antico porto dei pescatori, costituiscono un unicum di particolare suggestione, efficacemente tramandatoci anche da pittori e disegnatori del passato.

La darsena evoca la vocazione marinaresca di Pozzuoli e la pesca rappresenta uno degli elementi particolari dell’economia locale. Il centro storico e la darsena, per la presenza di numerosi locali, rappresentano un luogo di incontro e viavai tra turisti e abitanti. 

Pozzuoli-centro-storico

Pozzuoli e località limitrofe: Arco Felice, Lucrino, Licola, Valle di Toiano, Cuma

Arco Felice

Arco Felice è una frazione tra Lucrino e il borgo di Pozzuoli, divenuto famoso perché, non lontano, si trova il Lago d’Averno, considerato nell’antichità l’ingresso agli Inferi.

Oggi è noto soprattutto per i tanti stabilimenti balneari, molto frequentati durante il periodo estivo.

Lucrino

Lucrino è dove si trova l’omonimo lago. Deve il nome al termine Lucrum e cioè lucrare: infatti il senatore Sergio Orata nell’antica Roma lo aveva trasformato in un allevamento ittico, essendo lo stesso lago in comunicazione tramite un canale con il mare.

Nel 37 a.C., per opera di Marco Vipsanio Agrippa, il lago d’Averno e il lago Lucrino furono collegati al mare attraverso un canale artificiale per la realizzazione di un colossale porto militare.

Prima dell’eruzione del Monte Nuovo del 1538 dove ora c’è Lucrino c’era tripergole, un villaggio termale che l’eruzione distrusse completamente.

Licola

E’ la frazione della città di Pozzuoli, che prende il nome dal lago dei follicoli, il quale ne occupava anticamente la maggior parte della superficie.

A Licola si estende il Parco Regionale dei Campi Flegrei, che preserva le dune ed il particolare habitat presente nella zona, dichiarato sito di interesse comunitario e zona di protezione speciale per la rarità di specie che ospita, come il Pancratium maritimum o Giglio di Mare.

Licola, assieme alle vicine località di Lago Patria e Varcaturo, forma quella zona di territorio che anticamente fu abitato dagli Osci nel V e nel IV secolo a.C., fondatori di numerose città in Campania, tra cui Liternum, che era situata proprio in questo territorio e che conobbe un notevole sviluppo, in particolar modo durante il periodo di Roma Repubblicana e Roma Imperiale.

Il territorio di Licola è custode di un patrimonio storico archeologico dal valore inestimabile, ma anche di tradizioni popolari e religiose e di una grande vocazione turistica, commerciale e culturale. Secondo gli ultimi ritrovamenti archeologici, venuti alla luce in seguito agli scavi effettuati dalla Soprintendenza per i beni archeologici, si presume che sotto il suo territorio, Licola custodisca i resti dell’antica strada romana domitiana, nonché un anfiteatro dell’epoca, non ancora esattamente localizzato.

Valle di Toiano

La valle di Toiano, chiusa a settentrione dalla sella che collega il Monte Sant’Angelo e il Monte Barbaro, in età augustea ospitava il predio (villa rustica, podere) di Marcio Filippo, patrigno di Ottaviano. Qui sostò il futuro imperatore, al rientro dall’Oriente, che, per eredità ne divenne il proprietario. Infatti, Toiano deriverebbe da Ottaviano (in dialetto troncato in Taiano).

Cuma

Il territorio di Cuma rappresenta certamente uno dei luoghi più importanti dei Campi Flegrei, per ricchezza di storia e fama. Esso fu il primo insediamento dell’area, scelto per la posizione territoriale favorevole e ben difendibile.

Il Monte di Cuma divenne, fin dalla colonizzazione greca, il fulcro del nuovo abitato, che da un lato affacciava sul mare e verso nord dominava il lago di Licola, posto in una zona paludosa.

Numerosi monumenti sono arrivati fino ai nostri giorni per raccontare la lunga storia della città e le delle sue diverse fasi ed abitanti; in particolare nel parco archeologico di Cuma si può visitare l’antica acropoli con i suoi templi e godere, inoltre, di una bellissima vista dai terrazzamenti del monte cumano.

Il nome di questa area, Cuma, che si trova praticamente per metà nel comune di Pozzuoli e per metà in quello di Bacoli, ha sempre suscitato un grande fascino legato alla leggenda della Sibilla, la mitica profetessa di cui scrisse anche Virgilio nell’Eneide, ed alla quale alcuni luoghi sono tradizionalmente attribuiti, proprio per la loro struttura particolare, che in epoche passate aveva suscitato curiosità e che ancora oggi incute nel visitatore un certo senso di mistero.

Anfiteatri di Pozzuoli

Pozzuoli, realtà quasi unica nel panorama delle città romane, tra i suoi monumenti vanta ben due anfiteatri. Il maggiore, in via Anfiteatro, fu costruito in età flavia, quando, evidentemente, per volontà di Vespasiano la città venne ingrandita con concessioni territoriali. Altri studiosi ritengono, invece, che l’opera sia stata realizzata per volere di Nerone, volutamente dimenticato.

I nomi dei due Anfiteatri sono: Anfiteatro Flavio ed Anfiteatro minore.

anfiteatro flavio
Anfiteatro Flavio Pozzuoli

Il tempio di Serapide, Pozzuoli

Il “tempio di Serapide” (o Serapeo) era l’antico Macellum, ovvero un mercato pubblico. La struttura, realizzata in epoca flavia probabilmente su una preesistente e di minori dimensioni, presenta una corte centrale porticata con colonne corinzie e pavimento in marmo, intorno alla quale si aprono 36 botteghe. Ci si arriva dall’attuale via Roma ed il sito costituisce un luogo di interesse per comprendere anche i fenomeni del bradisismo: sulle colonne, davanti l’aula absidata, è scolpita l’altalena del bradisismo, il terremoto lento che da sempre scuote la terra ballerina flegrea, provocando esodi forzati in massa e lunghe fasi di ricostruzione.

Salendo e scendendo rispetto al livello del mare, attraverso i secoli, il marmo dello splendido tempio puteolano ha registrato, in maniera inequivocabile, i diversi movimenti del suolo, trasformandosi in un termometro perfetto dell’evoluzione geologica nell’area vulcanica flegrea visibile dai segni lasciati dai molluschi marini, permettendo così di immaginare il livello raggiunto dal mare in passato.

tempio di serapide

Le necropoli di Pozzuoli

Il territorio della attuale Pozzuoli conserva ancora numerose necropoli di epoca romana. Alcune sono state probabilmente coperte e distrutte dalla selvaggia espansione edilizia del dopoguerra, altre sono invece sopravvissute, o tornate alla luce in occasione di lavori e scavi recenti. Una di esse, quella di via Antiniana, è divenuta un suggestivo parco archeologico che vale certamente la pena di visitare.

Le necropoli di Pozzuoli sono la necropoli della via Consularis Puteoli-Capuam, la necropoli di via Celle, la necropoli del fondo Di Fraia, la necropoli di San Vito ed il parco archeologico della via Puteolis-Neapolim, noto, come già rimarcato, come necropoli di via Antiniana.

Stadio Antonino Pio

Lo stadio si trovava fuori dell’abitato, sull’antica Via Domitiana, posizionato su di un terrazzamento in vista del mare: la struttura, molto grande, fu costruita per lo svolgimento degli Eusebeia, i giochi quinquennali istituiti dall’imperatore Antonino Pio in memoria di Adriano.

Dell’antico monumento rimane visibile ben poco, tratti di murature inglobati in proprietà private e resti di gradinate, ma una serie di indagini archeologiche sono attualmente in corso. Questa struttura rappresenta l’unico stadio in tutta l’Italia poiché a Roma la struttura fu trasformata in Piazza Navona.

La cavea era suddivisa in Ima, posto d’onore, Media, mediamente importante e Summa di quasi nessun conto.

Tempio di Nettuno

Si tratta di un grandioso complesso termale datato II secolo d.C. e che ebbe un lungo utilizzo essendo documentati restauri delle sue strutture fino al IV secolo. Ciò che oggi risulta visibile corrisponde alla parte alta del complesso, disposto invece su più livelli, ed in particolare agli ambienti del frigidarium. Difficilmente fruibili ma ancora in discreto stato di conservazione, sono gli ambienti destinati al riscaldamento dell’acqua e dell’aria (praefurnia), inglobati all’interno del civico 102 di via Pergolesi.

Il notevole dislivello tra questi resti e quelli di via Terracciano dà la misura dell’estensione delle terme e dei salti di quota esistenti fra le terrazze su cui erano disposte.

tempio di nettuno

Rione Terra, Pozzuoli

Il Rione Terra presenta un percorso archeologico sotterraneo che vale assolutamente la pena effettuare, si tratta di un viaggio nell’antica colonia romana, Puteoli, fondata nel 194 a.C. e divenuta presto porto commerciale di Roma.

Il percorso è situato sotto la rocca di tufo che domina il golfo di Pozzuoli, tra Nisida e Baia, e si sviluppa lungo gli assi principali della città romana, cardini e decumani.

Il visitatore, passeggiando lungo le strade dell’antica Puteoli, verrà affascinato dall’architettura dei numerosi edifici, dai depositi di grano, dal forno per la lavorazione e la cottura del pane (pistrinum) con le macine quasi intatte, dai criptoportici, dalle botteghe e dai magazzini.

Il percorso archeologico è arricchito da installazioni multimediali che guidano il pubblico alla scoperta delle attività che si svolgevano nell’antica Puteoli.

rione-terra
Fonte: GrandeNapoli.it

Solfatara di Pozzuoli

Nelle immediate vicinanze della città di Pozzuoli (circa tre km dal centro della città flegrea) abbiamo la Solfatara di Pozzuoli, uno dei vulcani che costituiscono i famosi “Campi Flegrei”. Si tratta di un antico cratere vulcanico ancora attivo ma in stato di quiescenza, poiché non si trova in fase eruttiva da due millenni circa. Al tempo stesso però conserva un’attività di fumarole d’anidride solforosa, getti di fango ed elevata temperatura del suolo.

La Solfatara ha una forma ellittica con diametri di settecentosettanta e cinquecentottanta metri, mentre invece il perimetro è di due chilometri e trecento metri.

La parte più alta della cintura craterica è posta a centonovantanove metri ed è chiamata monte Olibano, mentre il fondo del cratere è posto a novantadue metri sul livello del mare.

Se in passato erano possibili visite guidate alla Solfatara di Pozzuoli, al momento purtroppo non sono più permesse.

solfatara di pozzuoli

Con questo breve articolo abbiamo presentato le principali bellezze e caratteristiche di Pozzuoli, pur consapevoli della non totale esaustività.

Please follow and like us:
error