Parco di Capodimonte: il polmone della città

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Il Parco di Capodimonte è il polmone verde di Napoli: ecco la sua storia e tutte le curiosità su questo parco qui su Napoli Fans!

Il Parco di Capodimonte è un parco pubblico di grande interesse nazionale e internazionale. Per via del Covid-19, oggi si può visitare solo su prenotazioni e tutte le informazioni sono sul sito ufficiale.

Il parco napoletano non perde, però, il suo fascino, anzi. Dopo aver visitato il Parco Virgiliano, è il tempo di scoprire tutte le curiosità su questo parco, simbolo di Napoli.

Alla scoperta del Parco di Capodimonte: la sua storia

Il Parco di Capodimonte è conosciuto anche con il nome di Real Bosco di Capodimonte. Questo secondo nome nasce dal fatto che dal 1735 qui il re Carlo III di Spagna teneva le sue battute di caccia. Un altro re, Ferdinando I, mise a disposizione due volte l’anno ai cittadini la tenuta. Il parco viene terminato nel 1743 sotto la guida dell’architetto Ferdinando Sanfelice.

All’interno del parco sorge anche la Reggia di Capodimonte, oggi adibito a museo.

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Il Parco di Capodimonte ha oggi come allora una superficie verde di 134 ettari. Nel tempo, però, ci sono stati diversi lavori, come la realizzazione, ad esempio, del giardino all’inglese, con piante difficili da trovare nel territorio napoletano di allora, come la frutta esotica e le palme, queste ultime provenienti dalle Canarie e importate dai Savoia.

Nel 1990, il sito diviene di importanza storica. Così, si sono svolti dei lavori di riqualificazione e oggi il parco è a disposizione del pubblico tutto l’anno (salvo direttive straordinarie), e si organizzano anche eventi, soprattutto nei mesi estivi.

Caratteristiche del parco

Il Parco di Capodimonte è protetto da mura realizzate nel 1920. In quel periodo, si realizzano anche le due porte principali:

  • Porta Grande, in via Ponti Rossi;
  • Porta piccola (utilizzando le garitte del 1835);

Un’altra porta, Porta Caccetta, è stata creata nel 1816 e ampliata nel 1834. E’ ripristinata negli anni 2000.

Prima di passare al bosco vero e proprio, si passa dai giardini che ci sono intorno al Museo. Questi sono noti anche con il nome di Spianato, perché sono delle aiuole a prateria.

Questa organizzazione esterna è realizzata alla fine del Settecento e poi ampliata con piante esotiche, nel corso dell’Ottocento.

Poi, c’è il bosco vero e proprio, con altre tre porte:

  1. Porta di mezzo, in ferro battuto in rococò napoletano;
  2. Porta di Miano;
  3. Porta di Santa Maria dei Monti (c’era un monastero lì vicino);

Il Parco di Capodimonte ha oltre 400 varietà di alberi diversi e tutti con secoli alle spalle. Infatti, piante come querce, olmi e tigli possono crescere anche per centinaia di anni. Inoltre, grazie al clima mite della città napoletana e all’attività di botanici di fama, sono state impiantate qui molte specie rare ed esotiche, tra le quali è possibile citare canfora e camelie provenienti dall’Asia, magnolie e taxodi delle Americhe ed eucalipti australiani.

Nel suo passato, il parco ha ospitato anche alberi da frutta. Nel periodo di utilizzo da parte dei Reali per la cacciagione, si potevano trovare qui volatili, come tortore e fagiani, ma anche cervi e conigli. Dopo l’unità d’Italia, anche i Savoia erano soliti a cacciare in questo luogo.

parco di capodimonte foto

Qua e là si possono trovare statue del Gigante in marmo, panchine e finte rovine.

Nel parco ci sono due palazzi che sono stati costruiti tra Settecento e Ottocento. Il primo è il Casino dei Principi, realizzato per i figli di Francesco I delle due Sicilie e il secondo è la Real Fabbrica della Porcellana, diventata poi un istituto per lavorare la rinomata ceramica di Capodimonte, conosciuta in tutto il mondo.

porcellane di capodimonte stemmi

Lungo il percorso si trovano anche la Chiesa di San Gennaro per gli abitanti del parco e l’Eremo dei Cappuccini. Tra gli altri palazzi suggestivi e ricchi di storia del parco ci sono l’Opera per la salute del fanciullo e Casina della Regina.

Nel 2012 si è deciso di recuperare l’originario orto, con il pomodoro di San Marzano, il fagiolo cannellino di Acerra e la papaccella napoletana.

Infine, il percorso si completa con i 4 valloni:

  • Amendola;
  • dei Cervi;
  • di Miano;
  • di San Gennaro;

Il vallone di San Gennaro è attraversato dal Ponte dell’Eremo. Il percorso del Parco di Capodimonte è suggestivo, ricco di storia e dai paesaggi naturali unici. Per questo, è molto amato dai turisti e dai napoletani.

Come raggiungere il Parco di Capodimonte e orari

Il Parco di Capodimonte si trova a Napoli, in via Miano 4. Si può raggiungere in auto, oppure usando il bus o la metropolitana. Per la metropolitana, si prende la Linea 1. Si scende poi alla fermata Museo. Poi, si prende il bus ANM C63 e si scende alla fermata Museo Porta Grande.

Per informazioni, si può usare il numero di telefono 081-7499111, oppure l’indirizzo email [email protected].

Gli orari di apertura dipendono molto dalle ultime direttive. Di solito, il parco è aperto tutti i giorni, dalle 07.00 alle 17.00.

 

Il nostro post dedicato al Parco Capodimonte termina qui. Alla prossima da Napoli Fans!