‘O pere e ‘o musso: origini, storia e curiosità sul piatto tipico napoletano

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jimmyweee, CC BY 2.0 , via Wikimedia Commons

‘O pere e ‘o musso: origini, storia e curiosità sul piatto tipico napoletano, nel post a cura di Napoli Fans

Napoli, con la sua ricca tradizione culinaria, offre una miriade di piatti unici che riflettono la cultura e la storia della città. Tra questi, un piatto che si distingue per la sua particolarità e per il legame con le radici popolari è ‘O pere e ‘o musso. Questo piatto, apparentemente semplice, racchiude secoli di storia e tradizioni che meritano di essere scoperti e apprezzati.

In questo post vediamo insieme le origini, la storia e alcune curiosità su questo piatto tipico napoletano. Bentornati sul nostro portale!

Origini della ricetta ‘O pere e ‘o musso

Il nome ‘O pere e ‘o musso si traduce letteralmente in “il piede e il muso”. Questo piatto è infatti preparato utilizzando parti del maiale, in particolare il piede e il muso, che vengono cotti e serviti freddi. Le origini di ‘O pere e ‘o musso sono profondamente radicate nella tradizione culinaria povera di Napoli, dove nulla veniva sprecato e ogni parte dell’animale trovava il suo uso in cucina.

Il piatto è nato come cibo di strada, venduto dai “pere e mussari” che giravano per i vicoli di Napoli con i loro carretti, offrendo questo spuntino economico e nutriente ai passanti.

Ancora oggi, è possibile trovare questi venditori nei mercati e nelle strade della città, mantenendo viva una tradizione che risale a secoli fa.

Storia del piatto ‘O pere e ‘o musso

La storia di ‘O pere e ‘o musso è strettamente legata alla cultura del riciclo e dell’utilizzo completo delle risorse disponibili, tipica delle comunità più povere.

Durante il periodo borbonico, Napoli era una città affollata e vivace, con una grande disparità economica tra le classi sociali. La cucina povera, però, era caratterizzata da una grande ingegnosità, capace di trasformare ingredienti umili in piatti gustosi e sostanziosi.

‘O pere e ‘o musso divenne particolarmente popolare nel XIX secolo, quando la città di Napoli era un importante centro commerciale e culturale. La tradizione di mangiare questi tagli meno pregiati del maiale si diffuse rapidamente, diventando un simbolo della cucina di strada napoletana.

Curiosità: in epoca borbonica le interiora degli animali venivano gettati dai cuochi di corte. Questi scarti venivano letteralmente defenestrati dalle cucine al grido di “les entrailles”.

Curiosità su ‘O pere e ‘o musso

‘O pere e ‘o musso non è solo un piatto, ma un vero e proprio pezzo di storia e cultura napoletana. Ecco alcune curiosità che lo rendono ancora più affascinante.

1. Preparazione tradizionale

La preparazione di ‘O pere e ‘o musso è un’arte che si tramanda di generazione in generazione. Le parti del maiale vengono bollite a lungo per ammorbidirle e poi lasciate raffreddare. Il piatto viene solitamente servito freddo, accompagnato da limone e sale, che ne esaltano il sapore.

2. Un piacere democratico

‘O pere e ‘o musso è sempre stato un piatto accessibile a tutti, indipendentemente dalla classe sociale. Anche oggi, è considerato uno spuntino economico e delizioso, amato tanto dai locali quanto dai turisti curiosi di scoprire la vera essenza della cucina napoletana.

3. Un piatto festivo

In alcune occasioni speciali, come le feste patronali, ‘O pere e ‘o musso diventa protagonista delle tavole napoletane. Questo piatto è infatti associato a momenti di convivialità e celebrazione, dove il cibo diventa un elemento centrale di aggregazione e condivisione.

4. I Pere e Mussari

I venditori ambulanti di ‘O pere e ‘o musso, noti come “pere e mussari”, sono figure iconiche della cultura napoletana. Con i loro carretti o apecar, girano per i mercati e le strade della città (soprattutto lungomare e quartieri popolari), richiamando i clienti con il loro inconfondibile richiamo.

Questi venditori sono veri e propri custodi della tradizione, mantenendo viva l’arte della preparazione di questo piatto tipico.

Possibili abbinamenti culinari

‘O pere e ‘o musso è un piatto che si presta a diversi abbinamenti culinari, arricchendo l’esperienza gastronomica con sapori complementari. Ecco alcune idee per gustarlo al meglio.

1. Pane fresco

Un modo semplice e tradizionale di gustare ‘O pere e ‘o musso è accompagnarlo con del pane fresco. La croccantezza del pane contrasta piacevolmente con la morbidezza del maiale, creando un equilibrio di consistenze che rende ogni boccone irresistibile.

2. Insalata di pomodori

Per un abbinamento più fresco, prova a servire ‘O pere e ‘o musso con un’insalata di pomodori. I pomodori maturi e succosi, conditi con olio d’oliva, sale e origano, aggiungono una nota di freschezza e acidità che bilancia perfettamente la ricchezza del maiale.

3. Vino rosso

Un bicchiere di vino rosso è il compagno ideale per ‘O pere e ‘o musso. Un vino robusto e fruttato, come un Aglianico o un Primitivo, esalterà i sapori del piatto, creando un’esperienza di gusto completa e appagante.

4. Condimenti tradizionali

Non dimenticare i condimenti tradizionali napoletani, come il limone e il sale. Una spruzzata di succo di limone fresco e un pizzico di sale grosso possono fare la differenza, esaltando il sapore naturale del maiale e aggiungendo un tocco di acidità rinfrescante.

Conclusioni

‘O pere e ‘o musso è una testimonianza della storia, della cultura e della tradizione culinaria di Napoli. Con le sue origini che risalgono a secoli fa, questo piatto continua a essere amato e apprezzato per la sua semplicità e il suo sapore autentico.

Visitare Napoli e non assaggiare ‘O pere e ‘o musso significherebbe perdere un pezzo fondamentale dell’esperienza gastronomica della città. Che tu lo gusti per strada dai pere e mussari o lo prepari a casa, questo piatto ti offrirà un assaggio della vera Napoli, fatta di tradizioni, sapori e storie che si intrecciano.

Quindi, la prossima volta che ti troverai a Napoli, non esitare a cercare un venditore ambulante di ‘O pere e ‘o musso. Lasciati conquistare da questo piatto unico e scopri il gusto autentico della cucina napoletana. Buon appetito!