Complesso San Lorenzo Maggiore Napoli: un pezzo di storia della città

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Fonte: APT Napoli

Complesso San Lorenzo Maggiore Napoli: un pezzo di storia della città partenopea

Visitare Napoli significa visitare il Complesso Monumentale di San Lorenzo Maggiore, uno dei luoghi più storici e affascinanti della città, una testimonianza del tempo di come la città sia cresciuta e si sia evoluta in una continua mescolanza di antico e moderno. In questo post vi parleremo di San Lorenzo Maggiore Napoli: benvenuti su Napoli Fans, il portale dedicato alla cultura napoletana!

Alcune info su San Lorenzo Maggiore Napoli

Il Complesso Monumentale di San Lorenzo rappresenta un percorso storico della città che copre un periodo che va dal V secolo a. C. per arrivare alla fine del XVIII secolo d.C.

Chi visita il Complesso ritrova strati di diverse costruzioni, frutto dei vari sviluppi urbani susseguitisi nei secoli.

Cambiamenti civili, culturali, politici e istituzionali di diverse civiltà, che hanno in comune lo stesso spazio geografico, unico nel suo genere.

Il sito ha anche ospitato il seggio del governo della città, di cui si trova traccia visitando l’area archeologica.

Il Complesso di San Lorenzo Maggiore ogni anno attira migliaia di visitatori e scolaresche da tutto il mondo ed ospita importanti eventi. L’area archeologica, una Napoli da visitare sotto terra, è tra i più interessanti siti archeologici presenti nel sud Italia.

Per molti gli Scavi di San Lorenzo Maggiore sono la Neapolis Sotterrata, altro nome fornito.

L’invaso irregolare di piazza San Gaetano, dove è presente l’accesso principale per il complesso, tra la caratteristica via dei Presepi, via San Gregorio Armeno e la vivace via dei Tribunali, è ciò che resta di un più vasto spazio aperto corrispondente al centro civile e religioso della città antica: l’area è stata infatti da sempre riconosciuta come il Foro di età romana, coincidente a sua volta con l’agorà della città greca.

san gregorio armeno

Il complesso Monumentale di San Lorenzo Maggiore comprende: 

  • la Basilica di San Lorenzo Maggiore, chiesa paleocristiana dedicata al martire Lorenzo, del 258 durante la persecuzione di Valeriano;
  • il sottosuolo d’epoca romana, un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo nell’antica Neapolis;
  • il Museo dell’Opera di San Lorenzo Maggiore, che offre uno straordinario spaccato della storia di Napoli che abbraccia un arco temporale ampio 25 secoli, a partire dal periodo greco romano fino al ‘700/’800. Meritano un approfondimento la Sala Sisto V e la Sala Capitolare.

La storia del Complesso di San Lorenzo Maggiore Napoli

San Lorenzo Maggiore in Napoli è, geograficamente e topograficamente, il cuore della vecchia città. Le radici più profonde dell’attuale complesso di S. Lorenzo si trovano nel sottosuolo della Neapolis greco-romana, su cui sorse, nel secolo VI, la basilica di S. Lorenzo, dove, in epoca romana, erano dislocati i mercati generali.

Donate ai Frati Minori dal Vescovo Giovanni di Aversa, nel 1234, la basilica paleocristiana di S. Lorenzo venne in seguito sostituita dall’attuale complesso monumentale, iniziato nel 1284 sotto il re Carlo I d’Angiò.

All’origine del tracciato greco, e durante il periodo romano, l’insula di San Lorenzo era divisa in tre insule da due cardini.

Nella prima insula fu edificato San Gennaro all’Olmo, mentre nella seconda insula il monastero di San Pantaleone ed il Macellum e le botteghe sottostanti, infine nella terza insula si presume fosse la basilica romana.

Nel 1234 il vescovo Giovanni d’Aversa donò ai frati minori francescani la basilica con l’aggiunta di piccoli edifici circostanti.

Tra il 1270 e il 1275 Carlo I decise di far costruire una basilica più grande e diede inizio ai lavori affidandoli ad architetti e maestranze francesi, costituendo un esempio unico nell’area napoletana.

complesso san lorenzo maggiore napoli
Fonte: APT Napoli

La Basilica di San Lorenzo Maggiore Napoli

La famosa Basilica di San Lorenzo Maggiore a Napoli è stata costruita su preesistenti costruzioni di epoca romana.

Questa Basilica è dedicata a San Lorenzo e fu realizzata per volontà di Carlo I d’Angiò a partire dal 1270 in quello che già da diversi secoli era il cuore topografico e sociale della città: la fabbrica angioina sorse infatti sull’area di una chiesa paleocristiana del VI secolo e del precedente macellum di epoca romana.

chiesa san lorenzo maggiore
Fonte: Wikipedia

Napoli divenuta capitale del Regno delle due Sicilie, attraversata da un lungo stato di abbandono, dai Normanni prima e gli Svevi poi, voleva rinascere sia in chiave urbana che amministrativa, culturale ed artistica.

La Basilica di San Lorenzo Maggiore fu la prima chiesa ad essere ricostruita secondo l’inconfondibile stile gotico francese, introdotto dagli architetti e dalle maestranze a seguito di Carlo I.
La pianta attuale della chiesa di San Lorenzo Maggiore si presenta con una sola grande navata centrale con 23 cappelle laterali. All’esterno è possibile ammirare il bellissimo portale gotico, che conserva gli originali battenti lignei trecenteschi.

Non solo la basilica: i resti di epoca romana

A destra della chiesa, attraverso un elegante portale quattrocentesco, si accede al convento e al chiostro settecentesco, lungo le cui pareti sono collocati resti di altri monumenti sepolcrali. Per un portale si può poi accedere alla antica sala capitolare, l’antico refettorio adibito poi a sede del parlamento del regno di Napoli e all’area degli scavi archeologici.

Sotto la chiesa di San Lorenzo Maggiore si estende, a circa 10 metri di profondità, una vera e propria area archeologica con un cardine di epoca romana, il segno dell’antica suddivisione del nucleo storico, perfettamente conservato e sul quale si affacciano alcune antiche botteghe facenti parte del macellum (mercato) di epoca romana.

Sotto la chiesa di San Lorenzo Maggiore
Sotterranei San Lorenzo Maggiore Napoli

Tra le antiche taverne rinvenute in quest’area, si riconoscono una lavanderia con le vasche per la pulizia, una pescheria, riconoscibile dai banchi inclinati per far colare l’acqua dal pescato fresco ed un forno, con una finestra della parete adattata a passa-vivande.

Non da meno l’Aerarium, il luogo dove veniva custodito il tesoro cittadino, in alcuni ancora visibili i segni delle sbarre di ferro poste per ovvi motivi alle finestre e quelli di una porta di sicurezza che dava accesso ad una sorta di camera blindata in cui presumibilmente si conservava l’oro cittadino.

Le cappelle della Basilica

Tra le cappelle di tutta la basilica, vi è quella dedicata alla Madonna degli Angeli, la quale presenta affreschi realizzati nel 1333-1334 da Antonio Cavarretto, discepolo di Giotto, dedicati alla vita della Vergine.

Il Transetto invece presenta al suo centro l’altare maggiore in marmo, eseguito nel 1500 dallo scultore Giovanni Merliano da Nola, ponendo al centro dello stesso la statua di San Lorenzo, il martire a cui è dedicata la chiesa, a destra San Francesco ed a Sinistra Sant’Antonio.

Sotto la statua di San Lorenzo è scolpito, con fine realismo, il suo martirio.

Sotto San Francesco, il miracolo del lupo di Gubbio ammansito, e sotto Sant’Antonio il miracolo dei pesci che ascoltano la sua parola.

Un ultimo accenno va alle condutture per l’approvvigionamento idrico del mercato – ben visibili ovunque – collegate ai resti di una grande cisterna di epoca greca e alla presenza di un Criptoportico perfettamente conservato, che con la sua architettura testimonia il concreto passaggio dalla Napoli greca a quella romana.

Il museo di San Lorenzo Maggiore

Collegato all’area degli scavi è il Museo dell’Opera di San Lorenzo Maggiore, allestito negli ambienti cinquecenteschi intorno e nella Torre civica, che affianca la Basilica.

In esso è presentato al pubblico un vero e proprio spaccato della storia di Napoli, dall’età classica sino all’Ottocento.

Nel suo allestimento scientifico si passa dai reperti archeologici di epoca greca a quelli di età romana, repubblica e imperiale; dalle testimonianze di epoca tardo-antica a quelle paleocristiane e poi bizantine; dall’alto Medioevo e dalle civiltà Sveva e Normanna sino all’età Angioina e Aragonese, per giungere infine alle sale che ospitano i pastori sette-ottocenteschi della prestigiosa collezione del convento.

Questo museo è praticamente uno spaccato di Napoli tramandato per secoli con le varie differenze nelle varie epoche: infatti il museo offre uno straordinario spaccato della storia di Napoli, che abbraccia un arco temporale di circa 25 secoli e illustra le stratificazioni presenti all’interno del complesso monumentale.

museo san lorenzo maggiore

Sala Sisto V e Sala Capitolare

Concludiamo il nostro post dedicato al complesso San Lorenzo Maggiore Napoli, con un cenno a queste due sale, uniche al mondo, straordinarie per bellezza e per ciò che storicamente rappresentano.

Sala Sisto V è costituita da una grandiosa sala, lunga 43,60 mt e larga 9,80 mt.

sala sisto V

Quando il complesso Francescano fu sottratto all’Ordine, questa sala fu destinata prima a mensa per le guardie municipali che alloggiavano nell’antico convento, poi a magazzino del teatro San Carlo.

Gli affreschi sulle pareti e sulle volte risalgono ai primi anni del 1600: furono eseguiti da Luigi Rodriguez, durante il regno di Filippo III, per incarico del viceré Ferdinando Ruiz di Castro ed Andrada. La volta è divisa in sette scomparti, su ognuno dei quali sono dipinte a grandezza naturale cinque virtù. Più precisamente al centro di ogni scomparto è raffigurata una delle sette virtù principali (Clemenza, Provvidenza, Gravità, Magnificenza, Dignità Regia, Magnanimità, Affabilità), circondata da altre quattro virtù minori.

L’ambiente della Sala Capitolare è alto 7,50 metri, largo 16,30 e profondo 12,80, conserva la struttura gotica, con sei volte a crociera sorrette da due antiche colonne di spoglio in granito. Questo ricorda la Sala Capitolare di Sant’Agostino alla Zecca a Napoli, di poco precedente. Qui vi sono affrescate decorazioni grottesche, allegoriche, figure di Sand e di Villa, con al centro una piccola Immacolata e sotto la data 1608.

sala capitolare napoli
Sala Capitolare

Sulle parti invece sono dipinti Fatti storici dell’Ordine, allegorie e numerosi ritratti di personaggi francescani di rilievo, entro ovali. Ne fu autore quasi certamente lo stesso Luigi Rodriguez.

 

Con questo concludiamo il nostro post dedicato ad uno dei pezzi storici della storia napoletana. Alla prossima da Napoli Fans!

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