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Posteggia Napoletana: cos’è e come si fa

posteggia napoletana

La Posteggia Napoletana: cos’è e come si fa nel post a cura di Napoli Fans

Il metodo di approcciarsi alle ragazze è definito a Napoli “posteggia”. Tutt’altro però è il concetto che un tempo si nascondeva dietro l’espressione: ecco perché oggi parleremo di Posteggia Napoletana

Questo termine nella tradizione partenopea ha un significato completamento diverso. Prima per “posteggia” si intendeva la serenata che veniva dedicata ad una donna oppure il brano cantato da un complesso musicale agli avventori di caffetterie e ristoranti. 

Nelle prossime righe proveremo a scoprire di più sull’argomento, intraprendendo un viaggio in una Napoli antica ed eterna, nel nostro consueto appuntamento con le tradizioni napoletane, a cura di Napoli Fans!

La Posteggia Napoletana nella Napoli di un tempo

Anticamente, a Napoli, la parola “posteggia” stava ad indicare un complesso di tre o più musicisti che, aggirandosi per le vie della città, davano vita a delle performance musicali itineranti. 

Il termine “posteggia”, non a caso, veniva dal vocabolo dialettale “’O puosto”, che stava ad indicare il posto dove era solito sostare chi aveva un’attività. Lo stretto perimetro occupato da pescivendoli, fruttivendoli o parolai (i venditori ambulanti di ortaggi), veniva quindi indicato sinteticamente come “il posto”, che era un po’ lo spazio ritagliato abusivamente da chi, con l’arte d’arrangiare, provava a portare il pane a casa. 

In passato la Posteggia veniva spesso associata alla serenata che l’innamorato dedicava alla propria amata, con l’obiettivo di conquistarla. Questa si svolgeva solitamente sotto il balcone della valentina dove, con l’aiuto di un complesso, si inscenavano una o più canzoni del repertorio musicale tradizionale napoletano. Il valentino, poteva o meno partecipare alle performance in qualità di cantante o suonatore di uno strumento.

Nel tempo, per posteggia si è intesa poi anche l’arte di attendere la ragazza per la quale si aveva una cotta sotto il suo palazzo o sotto il suo balcone, attendendone trepidante, la comparsa.

Posteggia Napoletana: tra origine ed evoluzione

Con il tempo anche l’arte diventa ambulante e alcuni musicisti danno vita a dei veri e propri collettivi che, in strada, offrono performance artistiche in cambio di pochi spiccioli. 

Tali complessi iniziarono ad aggirarsi per i posti della città maggiormente frequentati. È in questa sensibile evoluzione che possiamo collocare la nascita della Posteggia Napoletana

Volendo fare un viaggio ancora più indietro nel passato, potremmo attribuire la nascita della Posteggia Napoletana alla Neapolis Antica. In alcune opere d’arte risalenti al VI secolo A.C., infatti, le raffigurazioni dei banchetti del tempo rivelano la presenza di giovani che suonano la lira. 

Greci e Romani, dunque, ascoltavano la musica in occasione di banchetti e festività. Un’abitudine ereditata anche dalla Napoli più moderna. 

La Posteggia Napoletana nella cultura di massa partenopea

Sono molti i film in cui è possibile osservare il ruolo della Posteggia Napoletana, tra i quali annoveriamo il piccolo capolavoro “Così parlò Bellavista”. 

Tanto fu importante il ruolo dei Posteggiatori a Napoli che la loro presenza, seppur ormai estinta, viene ricordata attraverso la cultura di massa di stampo partenopeo. 

A tal proposito, comunque, non si può parlare di una vera e propria estinzione. Ancora oggi, infatti, sostando in uno dei tanti ristorantini della città partenopea, non è difficile incontrare un posteggiatore che venga ad allietarvi con una delle sue canzoni, rigorosamente della tradizionale popolare partenopea, oppure canzoni d’amore da dedicare alla propria amata. 

La posteggia, un tempo, veniva resa da tre o quattro musicisti, solitamente muniti di mandolino. Nel tempo, i complessi musicali che rendevano questo tipo di servizio finirono per smagrirsi, riducendosi da quattro a due. 

Già nel film “Così parlò Bellavista” il posteggiatore è uno solo, e molto remota è invece l’immagine di un intero complesso che si aggira tra i tavoli. 

È comunque buona abitudine, quando si affianca questo simpatico artista di strada, lasciare una mancia. Al posteggiatore è possibile richiedere dediche o brani a piacere, magari dedicata alla propria anima gemella.

Vi lasciamo ad uno dei tanti video di YouTube dedicati alla posteggia napoletana. Alla prossima con i post dedicati alle tradizioni partenopee, sempre a cura di Napoli Fans!

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