Canzoni napoletane famose: la top 40 dei brani più belli di tutti i tempi

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Canzoni napoletane famose: le origini del mito e la top 40 dei brani più belli di tutti i tempi

Bentrovati nel nostro appuntamento dedicato alla musica napoletana e alla forma d’arte che più di tutte rappresenta Napoli nel mondo: le sue canzoni. Melodie armoniose, storie d’amore e passione, di vita quotidiana, storie vere che parlano di questa splendida città.

In questo post a cura di Napoli Fans, vi parleremo di quelle che sono le canzoni napoletane più famose di tutti i tempi, quelle che ancora ad oggi ci si stringe il cuore ad ascoltarle.

Benvenuti nel mondo della canzone napoletana di Napoli Fans!

Chi dice Napoli, dice musica napoletana!

La musica a Napoli è culto, tradizione, identità e motivo d’orgoglio in tutto il mondo.

Il filo rosso che lega la città a quest’arte ha origine medievali. Ma se dovessimo appellarci alle leggende, sicuramente la più nota è quella della sirena Parthenope. Non a caso, il capoluogo campano, è conosciuto anche con questo nome.

La storia racconta, secondo l’Odissea, che la sirena Parthenope, creatura mitologica di straordinaria bellezza e doti canore, dopo essere stata ingannata dal temerario Ulisse, insieme alle sue compagne, decise di schiantarsi sugli scogli.

Le correnti marine condussero il suo corpo sull’isolotto di Megaride, attuale sede del Castel dell’Ovo, dove i pescatori gli diedero degna sepoltura e cominciarono a venerarla come una dea. Forse è con questa leggenda che nasce l’amore che Napoli ha per la musica.

La canzone napoletana: le origini

La musica napoletana è allo stesso tempo arte e poesia, cultura e tradizione, tramandata di generazione in generazione e con stili diversi che si sono susseguiti negli anni.

La musica partenopea ha radici antiche, per molti addirittura una prima musica, che si avvicinava a quella napoletana, si ha già nell’antica Grecia, con le danze di Neapolis, città fondata dai Greci nel V secolo a.C., che poi ritroveremo nella tammurriata, ancora oggi praticata nell’hinterland napoletano, ed in particolare nei paesi della provincia.

Tuttavia la vera canzone napoletana comincia a prendere forma intorno al ‘500 con la villanella, di origine napoletana, che si diffuse rapidamente in tutta Europa.

Cos’è la villanella?

La villanella, o canzone villanesca, è una forma di canzone profana, nata in Italia proprio sul finire del ‘500 ed apparsa in principio a Napoli, che influenzò la più tarda forma della canzonetta e, in seguito del madrigale.

L’argomento delle villanelle era generalmente rustico, comico e spesso satirico, di frequente si parodiava il manierismo della musica di allora. Lo schema delle rime nelle prime forme era in genere molto semplice: le prime villanelle erano infatti eseguite da tre voci a cappella ed i primi compositori furono Giovanni Domenico da Nola, Giovan Tomaso di Maio e Giovanni Tommaso Cimello.

Successivamente nel ‘600 si afferma la tarantella, tutt’ora ancora famosa, per molti essa nasce dall’incontro di due danze, la moresca araba e il fandango spagnolo, mentre per altri deriva dal ballo pugliese della taranta.

Nel ‘700 si sviluppano invece le serenate, dediche alla propria amata fatta con il calascione, antico strumento napoletano simile alla chitarra. 

Ma quegli anni sono soprattutto il periodo delle prime opere buffe, genere teatrale che si basava sulla musica cantata, che veniva spesso presa in prestito da motivi popolari.

La nascita della classica canzone napoletana

Ma fu proprio l’800 a segnare una vera svolta per la canzone napoletana classica.  Il secolo d’oro, così chiamato, comprende un lasso di tempo che parte dagli albori dell’800 fino al 1970.

Solo nei primi anni dell’800 infatti, si iniziano a raccogliere i vari generi di musica in veri e propri spartiti che formano brani musicali, e proprio in seguito a questa evoluzione della musica nacquero anche le prime case editrici, esso è anche il periodo in cui i primi autori compongono le canzonette.

Verso la fine dell’800, poeti e musicisti di grande fama internazionale cominciano ad interessarsi alla musica napoletana. Famosa è la figura del cantastorie, che conosceva a memoria i suoi canti in rima e li divulgava con piglio simile a quello teatrale ad un popolo che, nella stragrande maggioranza dei casi, era analfabeta.

Si arriva così alla prima metà del ‘900, periodo floridissimo per la canzone napoletana, con autori che compongono opere che, a distanza di 80-100 anni, sono ancora molto ascoltate e amate anche dai più giovani ed è probabilmente la sintesi di un concetto semplice ma fondamentale nello stesso tempo: la musica napoletana non morirà mai!

Ne sono dimostrazione i tanti concerti di musica napoletana che si organizzano nel mondo ed i tanti giovani, che con ritmi e melodie assolutamente diverse, si avvicinano a questo genere musicale, che coniuga arte e tradizione nello stesso tempo.

Sono anni in cui sorgono i primi negozi musicali e le prime case editrici di stampo musicale come la “Canzonetta”.

Le classiche canzoni napoletane raccontavano la città di Napoli in tutte le sue sfumature: paesaggi, figure sociali e storie d’amore.

In quell’epoca tutti si identificavano nel sistema di valori espressi in quelle note e per questo motivo è una musica interclassista.

Gli autori delle canzoni napoletane classiche erano professori, letterati, intellettuali che vivevano gomito a gomito con il popolo. Salvatore Di GiacomoErnesto MuroloLibero Bovio, Enrico Caruso sono solo alcuni dei principali autori e poeti che hanno reso grande, con i propri testi, la canzone napoletana.

Le canzoni erano accompagnate dagli strumenti simbolo della napoletanità: Mandolino, Chitarra, Calascione e Triccheballacche.

Nella prima metà del ‘900 le classiche napoletane, grazie alle interpretazioni eseguite dai maggiori tenori del tempo, raggiunse il suo massimo spessore.

Dal II conflitto mondiale, Napoli ne uscì devastata e le canzoni descrissero i tragici eventi. In quegli anni, Roberto Murolo divenne l’interprete per eccellenza della canzone tradizionale napoletana, mentre Renato Carosone conquistò il pubblico con le sue doti di pianista jazz fuse, con i ritmi africani e americani.

In pieno ‘900 la canzone napoletana rimase in auge grazie al ruolo primario compiuto dal Festival di Napoli. Tra i protagonisti del Festival di Napoli spiccano i nomi di: Sergio Bruni, Mario Abbate, Angela Luce, Aurelio Fierro, Nunzio Gallo, Mario Trevi, Tony Astarita, Maria Paris, Mirna Doris e Mario Merola. A questi si affiancheranno cantanti provenienti dal Festival di Sanremo come: Domenico Modugno, Claudio Villa, Wilma De Angelis e Ornella Vanoni.

Nel 1970 con la crisi del Festival di Napoli, la classica canzone napoletana perse ogni legame con il passato. In quegli anni si affermarono diversi generi musicali, espressione del sottoproletariato urbano, come: la sceneggiata, la canzone neomelodica e, più avanti, il Tarumbò di Pino Daniele.

Oggi lo scenario musicale partenopeo è cambiato. Neomelodico e TrapMusic sono i generi musicali più commerciali, ma nonostante tutto la canzone napoletana classica mantiene alto il suo vigore nel mondo.

Quali sono le canzoni napoletane classiche più belle di tutti i tempi?

In questo paragrafo raccogliamo per voi tutte le più belle canzoni napoletane di tutti i tempi, con tanto di video tratto dal canale YouTube. Ma vediamo subito quali sono le più belle canzoni napoletane classiche!

Ecco la Top 40 delle canzoni napoletane più belle

Siete pronti a scoprire tutte le più belle canzoni napoletane di sempre? Eccole per voi lettori di Napoli Fans!

  • Te voglio bene assaje di Filippo Campanella su testo di Raffaele Sacco;

  • Funiculì funiculà  di Luigi Denza su testo del giornalista Giuseppe Turco;

  • Era de maggio  di Mario Costa su testo di Salvatore Di Giacomo;

  • ‘O sole mio  di Eduardo Di Capua su testo di Giovanni Capurro;

  • A sunnambula di Alfieri e Pisano.

  • Comme facette mammeta di Salvatore Gambardella su testo di Giuseppe Capaldo;

  • O surdato ‘nnammurato  di Enrico Cannio su testo di Aniello Califano;

  • Tu ca nun chiagne di Ernesto De Curtis su testo di Libero Bovio;

  • Reginella di Gaetano Larna su testo di Libero Bovio;

  • O paese d’ ‘o sole  di Vincenzo D’Annibale su testo di Libero Bovio

  • Dicitencello vuje  di Rodolfo Falvo su testo di Enzo Fusco;

  • Parlami d’amore Mariù di Cesare Andrea Bixio su testo di Ennio Neri;

  • Munasterio ‘e Santa Chiara di Barbieri e Galderis;

  • Luna rossa di Vincenzo De Crescenzo;

  • Tu vuò fa’ l’americano di Carosone;

  • Maruzzella di Carosone;

  • ‘O sarracino di Carosone;

  • Malafemmena di Totò;

  • Indifferentemente di Mario Trevi;

  • Tu sì na cosa grande di D.Modugno;

  • Core n’grato di Alessandro Sisca e Salvatore Cardillo (meglio conosciuta come Catarì);

  • Anema e’ Core, composta da Salve D’Esposito e dal paroliere Tito Manlio;

  • I’Te vurria vasà, scritta da Vincenzo Russo e diventata famosa grazie all’interpretazione di Roberto Murolo;

  • Maria Marì, scritta da Giuseppe Di Stefano e Roberto Alagna;

  • Torna a Surriento, scritta nel 1902 da Ernesto De Curtis;

  • Fenestella e’ Marechiaro, scritta da Salvatore Di Giacomo;

  • Serenata napulitana di Salvatore Di Giacomo e Mario Costa;

  • Uocchie c’arraggiunate di Roberto Murolo, testo di Alfredo Falconi Fieni e Musica di Rodolfo Falvo;

  • Scalinatella di Roberto Murolo;

  • Cu’mmè di Mia Martini;

  • Voce ‘e notte di Edoardo Nicolardi ed Ernesto De Curtis, cantata da Roberto Murolo;

  • Aggio perduto ‘o suonno di Redi-Natili, cantata da Robero Murolo;

  • Dicitencello vuje di Rodolfo Falvo ed Enzo Fusco, cantata da Roberto Murolo;

  • Chella lla di Renato Carosone;

  • Pigliate na pastiglia di Renato Carosone;

  • Io Mammeta e Tu di Renato Carosone;

  • Lazzarella di Renato Carosone;

  • Scapricciatiello di Renato Carosone;

  • Tre numeri al lotto di Renato Carosone;

  • ‘A tazze ‘e cafè di scritta da Giuseppe Capaldo e musicata da Vittorio Fassone, cantata da Roberto Murolo e Renzo Arbore;

  • Aummo aummo di Renzo Arbore;

 

Il nostro viaggio nella classica musica napoletana termina qui! Qual è la vostra canzone napoletana classica preferita? Ditelo alla vostra Giusy Piccirillo!

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