Palazzo dello Spagnolo: storia e curiosità

palazzo dello spagnolo
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Palazzo dello Spagnolo: storia e curiosità oggi su Napoli Fans

Uno dei palazzi monumentali di Napoli è il famoso Palazzo dello Spagnolo. Questo, conosciuto anche come Palazzo dello Spagnuolo, è sicuramente uno dei palazzi storici e più belli della città partenopea. Al suo interno dimorano anni di storia e importanti riferimenti alla cultura partenopea. 

Scopriamo di più sul suo conto, nel nuovo post dedicato all’arte e alla cultura made in Naples a cura di Napoli Fans!

Storia del Palazzo dello Spagnolo

Il Palazzo dello Spagnolo è situato in Via dei Vergini 19, nel centro della città di Napoli. Questo antico palazzo fu costruito nel lontano 1738 e il suo progetto viene attribuito a Ferdinando Sanfelice.

In quegli anni il marchese Nicola Moscati, in seguito al matrimonio che avvenne con la figlia del barone di Albanella, divenne proprietario di due palazzi molto vicini. Decise quindi di regalare alla famiglia una casa molto sfarzosa, costruendo un solo palazzo ex novo. 

Il palazzo passò poi in eredità al figlio, ma nel 1813 fu acquistato da don Tommaso Atienza, chiamato “Lo Spagnolo”. Costui apportò alcune modifiche, ampliò il lato destro e decorò i soffitti.

Il palazzo nel 1833 fu messo l’asta ed acquistato dalla famiglia Costa.

Molti anni più tardi, nel 1925, in seguito alla visita del re Umberto di Savoia, l’edificio fu dichiarato monumento nazionale. 

Sono molte le leggende e le storie che si raccontano su questo luogo. Si narra infatti che le visite di Carlo III di Borbone al Palazzo non fossero affatto insolite. Egli infatti si recava qui abitualmente per sostituire i suoi cavalli con i buoi, che avevano la capacità di trasportarlo fino a Capodimonte, attraversando senza difficoltà Via dei Vergini.

Il Palazzo Spagnolo nella Napoli Moderna

Più tardi negli anni, la proprietà venne divisa in tante piccole parti, che oggi vanno a costituire proprietà private diverse. L’ultimo piano – con i suoi due appartamenti – appartiene alla regione Campania, che si sta occupando della sua restaurazione.

Il secondo e terzo piano vengono riservati per un progetto molto importante: l’idea è quella di realizzare un museo dedicato alla memoria di Totò, tuttora però questo non ha ancora visto realizzazione. 

Il palazzo ha sempre occupato un posto di rilievo nel passato della città, e non solo per la sua natura di residenza nobiliare: il popolo partenopeo vi è particolarmente legato anche perché un tempo esso ospitava l’Istituto delle Guarattelle, ossia un museo di burattini e maschere locali.

Stile e architettura di uno dei simboli della città

L’edificio occupa una parte importante del patrimonio storico culturale di Napoli, soprattutto per la sua architettura, che segue i dettami dello stile barocco napoletano. 

Un elemento di grande rilevanza è la scala a doppia rampa, che fa parte della facciata interna dell’edificio civile. Si tratta di una prerogativa del barocco napoletano. In città, infatti, non è difficile scorgere edifici che abbiano come punto d’accesso una scale simile. L’imponenza della scala dello Spagnuolo, tuttavia, è ciò che lo rende davvero unico. 

Altri elementi fortemente caratterizzanti sono le decorazioni in stucco, che aderiscono alle regole stilistiche del rococò. Le decorazioni in questione vennero realizzate nel 1740 da Aniello Prezioso, su un disegno di Francesco Attanasio.

Anche sulle porte del palazzo compaiono stucchi, assieme a ritratti molto particolari. Questi ultimi ritraggono i volti dei componenti della famiglia che un tempo abitò il Palazzo. 

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Il nostro post dedicato al Palazzo dello Spagnolo, uno dei simboli forse meno riconoscibili ma ugualmente magnifici della nostra città, termina qui.

Alla prossima con i post dedicati all’arte e alla cultura napoletana, sempre a cura del nostro portale!