Terzo scudetto Napoli il 4 maggio 2023: la storia della squadra campione d’Italia, nel post a cura di Napoli Fans
Il 4 maggio 2023 è diventato una data simbolica nella storia sportiva di Napoli. Quella sera, con l’1-1 a Udine firmato dal pareggio di Victor Osimhen, il Napoli ha conquistato il suo terzo scudetto, chiudendo un’attesa lunga 33 anni dall’ultimo trionfo del 1990.
Non fu un titolo casuale né arrivato per inerzia: fu il punto d’arrivo di una stagione costruita tappa dopo tappa, con una squadra capace di dominare il campionato e di trasformare lo slancio iniziale in una cavalcata memorabile.
L’estate del cambiamento
La prima vera tappa dello scudetto arrivò ancora prima del campionato.
Nell’estate 2022 il Napoli cambiò volto: partirono pezzi pesantissimi come Lorenzo Insigne, Dries Mertens, Kalidou Koulibaly e Fabián Ruiz, mentre arrivarono profili nuovi come Khvicha Kvaratskhelia, Kim Min-jae, Mathías Olivera, Giovanni Simeone, Giacomo Raspadori e Tanguy Ndombele.
In quel momento molti lessero il mercato come una rifondazione rischiosa; col senno di poi, invece, fu la base del capolavoro. Luciano Spalletti e il club ricostruirono in fretta, cambiando gerarchie senza perdere identità.
La partenza che cambia il tono della stagione
Il Napoli fece capire subito che quella squadra aveva qualcosa di speciale. Le prime due giornate portarono un 2-5 a Verona e un 4-0 al Monza, con un impatto immediato di Kvaratskhelia, già decisivo tra gol e assist. Dopo i pareggi con Fiorentina e Lecce, gli azzurri ripresero subito la corsa battendo Lazio, Spezia e Milan, e il successo di San Siro del 18 settembre diede alla squadra una credibilità ancora più forte. Non era più solo un inizio brillante: era l’avvio di una candidatura vera.

L’autunno della consapevolezza
Tra settembre e ottobre il Napoli aggiunse un elemento decisivo: la sensazione di poter vincere anche contro le grandi d’Europa. In Champions travolse Liverpool 4-1, Rangers 3-0 all’andata e al ritorno e Ajax 6-1 e 4-2, qualificandosi agli ottavi con due turni d’anticipo; nello stesso periodo restò imbattuto in tutte le competizioni dopo 13 partite, guidando anche la Serie A.
Questo non portò punti scudetto in modo diretto, ma cambiò la percezione generale: il Napoli non era una squadra momentaneamente in forma, era una squadra forte davvero.
Osimhen e Kvaratskhelia: la coppia che spacca il campionato
Ogni grande squadra ha bisogno di un volto, e il Napoli 2022-23 ne ebbe due. Victor Osimhen diventò il finalizzatore perfetto della manovra azzurra, chiudendo il campionato con 26 gol e vincendo la classifica marcatori. Khvicha Kvaratskhelia, arrivato quasi in sordina, si trasformò invece nel simbolo tecnico e creativo della stagione, tanto da diventare subito “Kvaradona” per i tifosi e da chiudere il campionato con 12 reti.
Insieme, i due diedero al Napoli una miscela quasi irresistibile: profondità, dribbling, accelerazione, fantasia e gol pesanti.

La notte del 13 gennaio: Napoli-Juventus 5-1
Se bisogna scegliere una partita che ha cambiato emotivamente la corsa scudetto, quella è Napoli-Juventus 5-1 del 13 gennaio 2023. Era lo scontro diretto tra la capolista e la squadra che stava risalendo più velocemente. Il Napoli non si limitò a vincere: travolse la Juventus, spezzò la sua serie di otto vittorie consecutive senza subire gol e si portò a +10 in classifica.
Fu la serata in cui l’Italia calcistica capì che il Napoli non stava semplicemente correndo più degli altri: stava prendendo il campionato e piegandolo alla propria superiorità.
Un girone d’andata da squadra campione
La vittoria a Salerno del 22 gennaio 2023 chiuse il girone d’andata con un dato enorme: 50 punti, con un vantaggio di 12 lunghezze sulla seconda. Nessuno parlava più di sorpresa. A quel punto il Napoli era campione d’inverno e aveva già costruito un margine che, nella storia recente della Serie A, pesava come un presagio fortissimo.
La stagione azzurra aveva ormai una struttura precisa: miglior attacco, equilibrio tattico, difesa affidabile e una continuità che gli altri non riuscivano a reggere.
La fuga tra febbraio e marzo
Dopo la ripresa del campionato, il Napoli non rallentò davvero. A febbraio infilò vittorie nette come lo 0-3 a La Spezia, il 3-0 alla Cremonese, lo 0-2 a Sassuolo e lo 0-2 a Empoli.
Poi arrivarono due successi pesantissimi di marzo: il 2-0 all’Atalanta e soprattutto il 4-0 a Torino del 19 marzo, con doppietta di Osimhen.
A quel punto la classifica somigliava sempre più a una formalità da completare e sempre meno a una corsa aperta.
La firma di Raspadori a Torino
Un’altra tappa-chiave arrivò il 23 aprile 2023, quando Giacomo Raspadori segnò in pieno recupero il gol dello 0-1 contro la Juventus all’Allianz Stadium.
Fu una rete dal valore enorme, non solo per i tre punti ma per il significato simbolico: il Napoli andò a vincere a Torino, in casa di uno dei club che più a lungo avevano rappresentato il potere del campionato italiano.
Da quel momento, più che chiedersi se il Napoli avrebbe vinto lo scudetto, si iniziò a chiedersi quando.
Il titolo sfiorato al Maradona
Il primo match point arrivò il 30 aprile 2023 al Maradona contro la Salernitana. La città era già vestita a festa, il gol di Mathías Olivera sembrava il segnale definitivo, ma il pareggio di Boulaye Dia all’83’ rimandò tutto. Quel 1-1 lasciò il Napoli a 79 punti, con un vantaggio ancora enorme, ma rese il 4 maggio ancora più carico di tensione.
La festa, insomma, era pronta: mancava solo l’ultimo passo formale.
Il 4 maggio 2023: Udinese-Napoli 1-1
La sera del 4 maggio, dopo il successo della Lazio sul Sassuolo che aveva impedito il trionfo “a distanza”, il Napoli si presentò a Udine sapendo di aver bisogno almeno di un pareggio. L’Udinese andò avanti con Lovric al 13’, ma al 52’ Osimhen trovò l’1-1 che diventò il gol-scudetto.
Da quel momento il risultato non cambiò più e il Napoli poté finalmente liberare la propria gioia: terzo titolo della storia, primo dell’era De Laurentiis, primo senza Maradona ma inevitabilmente sotto il suo sguardo simbolico.
I numeri di una squadra dominante
Il 4 maggio fu il sigillo emotivo, ma il peso di quello scudetto sta anche nei numeri finali. Il Napoli chiuse la Serie A 2022-23 con 90 punti, 28 vittorie, 77 gol segnati, 28 subiti e una differenza reti di +49. Fu la squadra con più vittorie, con il miglior attacco, con la miglior difesa e con la miglior differenza reti; mise insieme anche 11 successi consecutivi e una serie positiva di 15 partite a inizio campionato. Non fu quindi solo un titolo meritato: fu uno scudetto largamente dominato.
Perché quella data resta così potente
Il 4 maggio 2023 resta una data così potente perché racchiude due storie insieme. Da una parte c’è la cronaca sportiva: una squadra fortissima, costruita bene, allenata con lucidità, trascinata da Osimhen, Kvaratskhelia, Lobotka, Di Lorenzo, Kim e da un gruppo che ha saputo reggere la pressione. Dall’altra c’è il valore simbolico: Napoli che torna campione dopo trentatré anni, che riempie le strade, che ricuce il filo tra il passato di Maradona e un presente finalmente nuovo.
Conclusioni
La storia del Napoli campione d’Italia il 4 maggio 2023 non è quella di un lampo improvviso, ma di una lunga costruzione. L’estate della rifondazione, la partenza fortissima, la notte del 5-1 alla Juventus, il girone d’andata da 50 punti, la fuga primaverile, la rete di Raspadori a Torino, la festa rimandata con la Salernitana e infine il pareggio di Udine: ogni passaggio ha spinto gli azzurri verso un titolo che la città aspettava da una vita.
E forse è proprio per questo che quel giorno non è ricordato solo come una vittoria calcistica, ma come un pezzo di storia di Napoli.








