Perché i napoletani amano tanto il gioco?

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Napoli e il gioco d’azzardo: si tratta di una storia che dura da tantissimi secoli e che ha delle radici ben profonde nella tradizione del popolo partenopeo. Infatti, l’abitudine al gioco si è costruita secolo dopo secolo anche se dal XIX secolo in avanti è diventata ancora più diffusa e importante per l’intero popolo napoletano.

Se si dovesse procedere all’assegnazione del titolo di capitale del gioco d’azzardo, in effetti, verrebbe difficile pensare a Sanremo piuttosto che a Venezia, anche se possono vantare due casinò che hanno fatto la storia. Infatti, la città partenopea ha un legame veramente speciale con il gioco e probabilmente, in tutta Europa, diventa difficile trovare un simile binomio.

Un rapporto talmente stretto che, per fare in modo che la fortuna possa essere dalla loro parte in tema di vincite, ecco che il popolo napoletano ha creato addirittura uno specifico linguaggio, ovvero quello della smorfia. E, ancora oggi, con la tecnologia attuale e le varie piattaforme che permettono di puntare sul web, ecco che la smorfia è sempre più seguita per tanti giochi gratis casino. L’importante, ovviamente, è iscriversi su piattaforme di gioco sicure e legali, che hanno ottenuto la licenza ADM o AAMS e che, di conseguenza, garantiscono la massima tutela possibile agli utenti.

Una passione che risale all’antica Neapolis

Quando Napoli si chiamava ancora Neapolis, il gioco maggiormente diffuso e apprezzato era sicuramente quello dei dadi. In modo particolare, però, è stato il gioco del lotto a dare la spinta verso quella passione verso il gioco d’azzardo che ancora oggi fa la differenza. Ed ecco che lo scenario si è man mano arricchito di elementi e dettagli, come ad esempio il riferimento a figure mistiche, come ad esempio i santi, ma anche ai sogni oppure agli antenati.

Tra rischio e fortuna: un mix a cui i napoletani sono abituati da sempre: è sufficiente pensare come la città di Napoli sia collocata esattamente ai piedi di uno dei vulcani ancora attivi più pericolosi in tutto il mondo e, di per sé, quello si può considerare già un azzardo.

Dal XIX secolo in poi

A partire dal XIX secolo in avanti, ecco che l’abitudine al gioco aveva raggiunto un numero così elevato di persone all’interno della città campana, che era diventata una sorta di vera e propria scienza. Sì, stiamo parlando della ben nota smorfia, che riprende il suo nome da Morfeo, ovvero la divinità legata ai sogni, ma che presenta radici ben profonde anche con la cultura ebraica. In quest’ultimo caso, si fa riferimento alla cabala, ovvero la ricerca di significati che sono nascosti, in modo particolar modo dal punto di vista numerico, all’interno della Bibbia. E, la smorfia, in fondo fa la medesima cosa in riferimento ai sogni, dato che ciascun elemento che viene sognato viene associato ad un numero che dovrà essere poi giocato al lotto.

Il lotto, tra l’altro, è uno di quei giochi che sono rimasti ancora oggi maggiormente nella cultura napoletana, anche se probabilmente ha perso un po’ quel senso di rituale collettivo che aveva una volta. Attualmente, infatti, con l’avvento della tecnologia, c’è la possibilità di giocare direttamente online e non serve più ritrovarsi tutti insieme per puntare e scommettere come avveniva un tempo.

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Napoli e il gioco d’azzardo: si tratta di una storia che dura da tantissimi secoli e che ha delle radici ben profonde nella tradizione napoletana.
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