Napoli: la tradizione partenopea del “cuonzolo”

tradizione partenopea

L’espressione dialettale partenopea “cuonzolo” ha la sua radice nel verbo “consolare” ed è espressamente connotata con l’abitudine di offrire qualcosa da mangiare alla famiglia del defunto quando ci si reca per porre le proprie condoglianze: è un gesto generoso nei confronti dei familiari che nel momento della sofferenza non hanno né tempo né voglia di mangiare o preparare qualcosa per sé o per gli altri ed è allo stesso tempo una forma di sostegno fisico e morale per rimettere in forze i condolenti impegnati con la preparazione del funerale e le pratiche burocratiche. Le pompe funebri a Roma, per esempio, cercano di agevolare i familiari nello svolgimento delle pratiche, grazie alla loro competenza e affidabilità come la Cattolica San Lorenzo, ma la generosa consuetudine napoletana di prestare aiuto materialmente ai familiari in lutto è davvero encomiabile, fosse anche solo per prendere un caffè insieme e distrarsi.

Diverse tipologie di “cuonzolo”

Esistono diverse forme di “consolazione” cibaria che dipendono da due fattori:

  • Il grado di vicinanza alla famiglia in lutto;
  • L’ora e il momento in cui si svolge la visita per le condoglianze;

Il primo fattore è solitamente legato alla prossimità di parentela e si svolge al mattino presto, quando uno dei parenti rientra a casa dopo aver affrontato la nottata con gli altri cari e ritorna a far visita alla famiglia del defunto con un vassoio pieno di dolci e termos pieni di caffè caldo pronto con la speranza di dare nuove energie per affrontare il difficile momento delle esequie, oltre che avere qualcosa da offrire agli ospiti che si apprestano per fare le condoglianze. L’incaricato del “cuonzolo” non è mai stabilito, per cui molto spesso i parenti che si apprestano a portare qualcosa sono più di uno, e la casa si riempie facilmente di vassoi e borracce di caffè fino a sera.

Molto più consistente e sostanzioso è “o’ cuonzolo” a metà giornata, quando anche vicini, conoscenti, amici che sono venuti a conoscenza dell’evento luttuoso si apprestano a portare cibo per sostenere la famiglia affinché vi sia da mangiare per tutti senza che i familiari si preoccupino di preparare da mangiare o fare la spesa in simili frangenti. La generosità partenopea si manifesta anche attraverso le quantità di cibo offerto: mozzarelle, minestre calde, torte salate, pasticci di patate, pizza da consumare nella giornata e anche nei giorni successivi. A volte, l’usanza si protrae per diversi giorni dopo il funerale, soprattutto da parte di coloro che non hanno potuto partecipare alle esequie o non hanno potuto porgere le proprie condoglianze e non possono presentarsi a mani vuote. Ecco che nei giorni successivi il funerale, è più ricorrente “’o cuonzolo di zucchero e caffè”.

Cos’è il cuonzolo di zucchero e caffè

I visitatori meno vicini alla famiglia, i conoscenti o i familiari lontani quando hanno l’occasione di recarsi in visita per porgere le condoglianze o mostrare la propria vicinanza nel dolore si muniscono di pacchi di caffè, zucchero e biscotti secchi o cioccolatini da portare in dono. Perché proprio questi prodotti? La ragione è molto semplice: per non presentarsi a mani vuote, ma allo stesso tempo, non conoscendo le reali necessità della famiglia, si tende a portare in dono le cose che fanno sempre comodo a casa e che hanno lunga scadenza come, appunto, il caffè, lo zucchero, i biscotti secchi o i cioccolatini. Inoltre, sono beni che a loro volta si possono offrire a qualsiasi ospite in visita e che fanno proprio comodo in qualsiasi circostanza!

Alla prossima con le tradizioni napoletane a cura di Napoli Fans!

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Napoli: la tradizione partenopea del "cuonzolo"
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L’espressione dialettale partenopea “cuonzolo” è espressamente connotata con l’abitudine di offrire qualcosa da mangiare alla famiglia del defunto.
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