Acquario di Napoli: la stazione Zoologica Anton Dohrn

Acquario di Napoli
Fonte: Historia Regni

Acquario di Napoli: la stazione Zoologica Anton Dohrn, l’acquario più antico d’Europa

Bentrovati su Napoli Fans! Il post di oggi è dedicato all’antico Acquario di Napoli, ossia la Stazione Zoologica Anton Dohrn, il più antico ancora in funzione in Europa.

Infatti tra i tanti primati che la città di Napoli si fregia, c’è quello di possedere l’acquario più antico d’Europa ancora esistente (l’acquario di Londra, esistito presso il London Zoo sin dal 1853, non fu mai istituito).

Parliamo dell’Acquario della Stazione Zoologica di Napoli Anton Dohrn, situato nel parco di Napoli della “Villa Comunale”, proprio vicino al centro città e al mare.

Anton Dohrn costruì la stazione Zoologica influenzato dalle idee di Darwin.

Info Stazione Zoologica Napoli

Attualmente chiuso per manutenzione straordinaria, l’Acquario di Napoli aprì al pubblico il lontano 26 gennaio 1874, per volontà di Dohrn, primo esempio in Europa di struttura completamente dedicata all’esposizione della flora e della fauna marina del Mediterraneo.

acquario di napoli

La struttura mantiene il suo impianto originale con le sue 26 vasche espositive, che offrono ai visitatori una finestra sull’incredibile varietà di organismi e di ambienti che caratterizzano il Golfo di Napoli, ospitando periodicamente diverse tartarughe marine, prevalentemente della specie Caretta caretta, recuperate ferire in mare ed in attesa di essere reintrodotte nel loro originario habitat.

Nelle numerose vasche, che sono allestite con pietre naturali illuminate da luce naturale, sono visibili specie comuni straordinarie come le triglie, le cernie e i dentici.

Accattivanti anche le vasche che ospitano le meduse.

Sono tanti i visitatori che con ansia aspettano l’apertura ufficiale dell’Acquario di Napoli, che dovrebbe avvenire nel corso dell’anno.

Stazione Zoologica Anton Dohrn: le origini

L’Acquario di Napoli è presente all’interno della Stazione Zoologica Anton Dohrn, un’istituzione scientifica ed ente di ricerca situata nella Villa Comunale di Napoli, nel quartiere Chiaia.  

La Stazione fu fondata nel 1872 dallo stesso Anton Dohrn e nel breve tempo arrivò a rappresentare una delle più autorevoli Istituzioni scientifiche cittadine, affiancando l’Orto botanico a Foria e l’Osservatorio astronomico di Capodimonte.

Stazione Zoologica di Napoli

La storia dell’Acquario di Napoli

La scelta di Dohrn di istituire a Napoli la Stazione derivò dal forte fascino che la città ebbe su di lui e dagli interessi derivati dalla ricchezza faunistica del Golfo.

In breve tempo l’Acquario con la Stazione zoologica divennero un centro mondiale di studio della biologia marina.

Dohrn pensò di aprire a Napoli un acquario a pagamento facendo leva sul fatto che all’epoca la città poteva contare 500.000 abitanti e un considerevole flusso di turisti, circa 30.000 l’anno. Insomma un sicuro successo. Dopo essere riuscito a vincere i dubbi delle autorità cittadine, raggiunse l’obiettivo costruendo quello che tutt’ora resta un fiore all’occhiello in tutta Europa.

Il Sistema Bench

Con l’intenzione di promuovere lo status internazionale della Stazione e di garantirne l’indipendenza politica ed economica oltre che la libertà di ricerca, Dohrn introdusse poi una serie di innovativi metodi per finanziare il suo progetto; per prima cosa, l’affitto del lavoro e dello spazio di ricerca (il cosiddetto “Sistema Bench“): per una tariffa universitaria annuale, governi, istituzioni scientifiche, fondazioni private o individui avrebbero potuto mandare per un anno uno scienziato alla Stazione, dove egli avrebbe trovato a disposizione tutto l’occorrente per condurvi ricerche (fornitura animale, chimica, un’eccezionale libreria ed un esperto staff).

Queste strutture erano offerte senza legami, nel senso che gli studiosi erano del tutto liberi di condurre i propri progetti e le proprie idee.

Il sistema Bench funzionò estremamente bene, e quando Anton Dohrn morì, a Monaco di Baviera nel 1909, più di 2.200 scienziati dall’Europa e dagli Stati Uniti avevano lavorato all’Acquario di Napoli, e più di 50 abbonamenti annuali erano stati venduti.

Il successo della Stazione Zoologica di Napoli e il nuovo modo di condurre e finanziare le ricerche rappresentano il grande successo di Dohrn.

Successivamente, in ogni parte del mondo sorsero centri di ricerca scientifica ispirati al modello partenopeo, che può quindi essere considerato il primo centro di ricerca in senso moderno.

La SZN di Napoli ha anticipato un modello di pianificazione di ricerca scientifica post-industriale, che ha privilegiato temi tipicamente attuali come la capacità manageriale di autofinanziamento (attraverso l’acquario e la vendita di animali marini ad altri istituti di ricerca), la promozione della cooperazione e collaborazione di tutte le persone coinvolte nella ricerca (collaboratori, tecnici, pescatori e inservienti).

In generale nei suoi laboratori di ricerca hanno operato attivamente ben 19 premi Nobel, dando significativo impulso allo sviluppo delle scienze biologiche.

SZN Napoli di oggi

La Stazione Zoologica Dohrn oggi continua ad essere molto dinamica nelle ricerche nel campo della biologia, della oceonografia, della biochimica, della biologia molecolare e cellulare, neurobiologia e neurofisiologia, oltre ai vari rami dell’ecologia.

La Stazione di Napoli ha in dotazione la Vettoria, una nave di ricerca appositamente studiata per operare campionamenti del mare nel campo della biologia ed ecologia marine.

tartaruga marina

La biblioteca dell’Acquario di Napoli

Un altro pezzo di storia della Stazione Zoologica Napoli è rappresentato dalla Biblioteca, fondata nel 1873.

Oggi la biblioteca conta oltre 90.000 volumi disposti su 3.000 metri lineari di scaffali, ed è caratterizzata da una preziosa collezione di primi testi scientifici e di loro ristampe, come pure da 180 riviste scientifiche contemporanee.

Centro Ricerche tartarughe marine dell’Acquario Napoli

Nell’Acquario di Napoli rivestono un ruolo importante le tartarughe marine: già nel 1983 il centro era impegnato nel salvataggio e nella cura delle tartarughe marine e dopo qualche anno, a fronte dell’aumentato numero di tartarughe da recuperare giunse la necessità di creare un centro adatto.

Nel settembre 2004 nacque a Bagnoli il Turtle point, ospedale e centro di recupero per le tartarughe nonché centro espositivo.

Proprio pochi giorni fa, precisamente il 20 febbraio, è stato aperto al pubblico il Centro Ricerche Tartarughe Marine di Portici e Osservatorio del Golfo di Napoli, presso l’ex Macello del Comune di Portici.

Istituito dalla stessa Fondazione, la struttura possiede 600 metri quadri coperti, oltre 7mila scoperti: un polo che offrirà ai visitatori percorsi didattici multimediali e laboratori dedicati alla cura delle tartarughe marine.

tartaruga marina

 

Il nostro post dedicato al famoso acquario napoletano termina qui. Alla prossima con Napoli Fans!