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La tammorra: le origini, la storia e le curiosità sullo strumento musicale

tammorra foto

La tammorra: le origini, la storia e le curiosità sul famoso strumento musicale, nel post a cura di Napoli Fans

La tammorra è uno degli strumenti musicali più iconici e rappresentativi della tradizione musicale popolare del Sud Italia, in particolare della Campania. Utilizzata soprattutto nelle feste popolari e nei riti tradizionali, questo strumento accompagna da secoli canti e danze tipiche della cultura campana, come la tarantella, uno dei balli più antichi e suggestivi della regione, e la tammurriata.

Questo strumento, che ricorda un grande tamburo a cornice, è ricco di significati simbolici e storici, legati alle tradizioni ancestrali e ai rituali legati alla terra e alla religione.

In questo post vediamo insieme le origini della tammorra, la sua storia, le tecniche di esecuzione e alcune curiosità che la rendono uno degli elementi più affascinanti del patrimonio culturale del Sud Italia. Bentornati sul nostro portale!

Le origini della tammorra

La tammorra ha origini antichissime che affondano le radici nel Mediterraneo. Sebbene non sia possibile risalire con esattezza al momento della sua nascita, strumenti simili erano già utilizzati dalle antiche civiltà del Medio Oriente e del Mediterraneo. Alcuni studiosi ritengono che la tammorra abbia origini arabe, altri sostengono invece che derivi dagli antichi tamburi a cornice dell’area mesopotamica.

In ogni caso, è probabile che la tammorra sia arrivata in Campania e nel resto del Sud Italia attraverso le influenze culturali dei popoli che si sono succeduti in queste terre, come Greci, Romani, Bizantini e Arabi. La sua forma e il suo utilizzo sono rimasti pressoché invariati nel corso dei secoli, a testimonianza della sua importanza e del suo legame con le tradizioni popolari locali.

La tammorra è un tamburo a cornice composto da un cerchio di legno su cui viene tesa una pelle animale, solitamente di capra o di pecora. Al suo interno vengono inseriti dei sonagli o delle campanelle (spesso chiamati “cicere”), che, insieme al suono del tamburo, producono un ritmo vibrante e ipnotico.

La sua semplicità costruttiva e la capacità di creare ritmi travolgenti l’hanno resa uno strumento centrale nelle feste popolari, nei riti religiosi e nelle celebrazioni agricole.

tarantella napoletana

La storia della tammorra

Nel corso dei secoli, la tammorra è diventata parte integrante della cultura musicale campana, in particolare nelle aree rurali e nei piccoli centri abitati. Uno dei contesti più tradizionali in cui viene utilizzata è la “tammurriata”, una danza tipica della Campania che affonda le sue radici nei riti propiziatori legati alla fertilità della terra e ai cicli agricoli, oltre che la più famosa tarantella.

La tammurriata è una danza che si esegue al suono della tammorra, accompagnata da canti e movimenti ritmici, spesso eseguiti in cerchio. I danzatori, che si muovono a coppie, seguono il ritmo battendo le mani e compiendo passi che si rifanno alla simbologia legata al corteggiamento e alla fertilità. Questa danza ha origini antichissime, probabilmente legate a culti pagani, e ha attraversato i secoli mantenendo intatta la sua potenza evocativa.

Anche se simili, la tarantella si differenzia dalla tammurriata dal ritmo differente delle due danze popolari.

Durante il Medioevo e l’epoca moderna, la tammorra e la tammurriata sono state progressivamente integrate nei riti religiosi, in particolare quelli legati al culto della Madonna. Ancora oggi, la tammorra è uno degli strumenti protagonisti delle celebrazioni religiose in onore della Madonna dell’Arco e della Madonna delle Galline, feste tradizionali che si tengono rispettivamente a Sant’Anastasia e a Pagani. In queste occasioni, i fedeli e i musicisti suonano la tammorra e ballano la tammurriata come forma di devozione e di preghiera, mescolando elementi religiosi e profani in una fusione unica di sacro e popolare.

Questi riti, che attirano ogni anno migliaia di partecipanti, sono un esempio di come la tammorra sia riuscita a sopravvivere nei secoli, mantenendo viva la tradizione e adattandosi ai cambiamenti sociali e culturali.

Tecniche di esecuzione e caratteristiche della tammorra

Suonare la tammorra richiede abilità e precisione, ma è anche uno strumento accessibile che può essere utilizzato da chiunque, rendendolo ideale per le feste popolari e le celebrazioni di piazza. La tecnica principale per suonare la tammorra consiste nel colpire la pelle tesa con le mani, alternando colpi secchi e ritmati a movimenti che fanno vibrare i sonagli.

Esistono diversi stili di esecuzione, a seconda delle tradizioni locali e delle esigenze ritmiche della danza. Ad esempio, il suonatore può alternare colpi con il palmo della mano a colpi con le dita, creando un ritmo complesso e coinvolgente.

La versatilità della tammorra permette di accompagnare diversi tipi di canti e balli popolari, adattandosi facilmente alle esigenze dei musicisti e dei danzatori.

Uno degli aspetti più affascinanti della tammorra è la sua capacità di produrre un suono profondo e ipnotico, che, unito al ritmo incalzante dei canti e delle danze, crea un’atmosfera quasi mistica.

Questo suono, che evoca le antiche radici dello strumento, rende la tammorra uno strumento non solo musicale, ma anche spirituale, capace di connettere chi lo suona e chi lo ascolta a una dimensione di sacralità e tradizione.

Curiosità sulla tammorra

La tammorra è uno strumento che porta con sé numerose curiosità, legate alla sua storia e al suo utilizzo nei diversi contesti culturali.

Ecco alcune delle curiosità più interessanti sulla tammorra:

  1. Strumento di guarigione spirituale. Nella tradizione popolare, la tammorra non è solo uno strumento musicale, ma viene utilizzata anche come strumento di guarigione spirituale. Il suono ripetitivo e ipnotico della tammorra è considerato capace di scacciare gli spiriti maligni e di purificare l’anima, soprattutto durante le feste religiose e i riti propiziatori.
  2. Simbolo di appartenenza culturale. La tammorra è un elemento distintivo della cultura musicale del Sud Italia, in particolare della Campania. Per molti napoletani e campani, suonare o danzare al ritmo della tammorra è un modo per rivendicare la propria identità culturale, ricollegandosi alle radici storiche della propria terra e alle tradizioni dei propri antenati.
  3. L’importanza della pelle animale. La scelta della pelle animale per la costruzione della tammorra non è casuale. La pelle, solitamente di capra o di pecora, è considerata un elemento naturale e “vivo,” capace di amplificare il suono in modo autentico e potente. In passato, la scelta della pelle era un rito importante e richiedeva particolare attenzione, poiché si riteneva che la qualità della pelle influenzasse la qualità del suono prodotto.
  4. Tammorre personalizzate. Ogni tammorra può essere personalizzata dal musicista, che spesso aggiunge decorazioni, simboli e colori legati alla propria famiglia o alle tradizioni locali. Questa pratica rende ogni tammorra un pezzo unico, che riflette la storia e l’identità di chi la utilizza.

La tammorra nella cultura contemporanea

Oggi, la tammorra continua a essere un simbolo importante della tradizione musicale campana, ma ha anche trovato spazio nella cultura contemporanea grazie a un rinnovato interesse per la musica popolare. Numerosi gruppi musicali e artisti campani, come i “NCCP” (Nuova Compagnia di Canto Popolare) e i “Taranterrae,” hanno riportato in auge l’uso della tammorra nei loro spettacoli, mescolando tradizione e innovazione.

Durante l’estate e le principali festività religiose, la tammorra è protagonista di numerosi festival e sagre popolari, dove si esibiscono musicisti e danzatori di tammurriata.

Questi eventi, oltre a essere occasioni di divertimento e aggregazione, sono momenti di riscoperta e valorizzazione delle radici culturali locali.

Anche in ambito internazionale, la tammorra ha trovato spazio, grazie a musicisti che portano la tradizione campana fuori dai confini nazionali, facendola conoscere e apprezzare da un pubblico sempre più vasto.

Conclusioni

La tammorra è un simbolo di identità, tradizione e spiritualità. Le sue origini antiche, il suo utilizzo nei riti e nelle celebrazioni popolari, e la sua capacità di creare un suono ipnotico e coinvolgente ne fanno un elemento fondamentale della cultura campana e del Sud Italia.

Se sei appassionato di musica tradizionale o desideri scoprire le radici culturali della Campania, la tammorra e la tammurriata rappresentano un viaggio affascinante e autentico, un’esperienza che ti porterà a contatto con le antiche tradizioni del Mediterraneo e con l’anima più profonda e vibrante di Napoli.