Pino Daniele, biografia del cantautore napoletano

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Pino Daniele, biografia del cantautore napoletano nel post di oggi a cura di Napoli Fans!

Per il nostro appuntamento con i personaggi napoletani che hanno reso famosa la città partenopea, oggi vi parliamo di uno dei principali cantautori, non solo napoletani ma italiani, degli ultimi 40 anni: Pino Daniele!

Infatti ripercorreremo in questo post i principali step della vita del cantante napoletano Pino Daniele, tra canzoni, concerti fantastici, una vita privata nient’altro che banale. La vita di Pino Daniele non lo è mai stata.

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Pino Daniele: gli inizi

Pino Daniele, nome d’arte di Giuseppe Daniele, nasce a Napoli il 19 marzo del 1955 nel quartiere Porto della città napoletana. Primogenito di ben sei figli di un lavoratore portuale, l’infanzia di Pino Daniele è stata segnata da un’indigenza economico piuttosto grave, tale che da bambino non riesce nemmeno a comperarsi l’annuale foto scolastica.

Dopo i primi anni vissuti in un basso, Pino si trasferisce con la famiglia a Piazza Santa Maria La Nova, a casa di due zie acquisite, Lia e Bianca, frequentando la scuola elementare all’istituto Oberdan, nel quale fa amicizia con un altro grande della musica a Napoli, Enzo Gragnaniello.

Sin da piccolo, Pino Daniele sviluppa la passione per la musica, tanto da esibirsi a soli 12 anni ad una festa per bambini. Successivamente frequenta l’Istituto Armando Diaz di Napoli dove si diploma in Ragioneria e impara a suonare la chitarra (da autodidatta), e dove trae ispirazione per la propria musica dal movimento sessantottino.

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Pino Daniele da piccolo con Enzo Gragnaniello

Pino Daniele: gli inizi da cantautore

Pino Daniele e gli inizi nel difficile mondo della musica avvengono grazie ad un complesso chiamato New Jet con il suo compagno di classe Gino Giglio.

Ma successivamente lo abbandona per fondare il complesso musicale Batracomiomachia con Enzo Avitabile, Rino Zurzolo, Rosario Jermano, Paolo Raffone ed Enzo Ciervo. Le prove del nuovo complesso avvengono nel quartiere Sanità, nello spazio di Vico Fontanelle dove in quegli anni passano cantanti del calibro di Edoardo Bennato, Corrado Rustici, il gruppo Osanna.

Nel 1975 inizia l’attività di sessionman suonando nell’album della King di Aurelio Fierro, rimasto inedito fino a pochi anni fa.

Nel 1976 Pino Daniele si esibisce per la prima volta come chitarrista nell’album Suspiro di Jenny Sorrenti, sorella di Alan Sorrenti, e successivamente partecipa all’album “Le due facce di Gianni Nazzaro” di Gianni Nazzaro.

Quell’anno però si rivela fondamentale per la vita di Pino Daniele: entra infatti a far parte come bassista dei Napoli Centrale, ensemble napoletana insieme a musicisti straordinari, come James Senese, che diviene amico di Pino e lo aiuta nella realizzazione dei primi album, come Pino Daniele, Nero a metà e Vai mo’.

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Pino Daniele con James Senese

Fine anni ’70 e gli anni ’80: Pino Daniele entra nel mito

La fortunata carriera di cantautore di Pino Daniele inizia come detto con i primi album, tra cui quello d’esordio Terra Mia del 1977.

Un successo incredibile, espressione di un legame tra napoletanità e sound etnico, reinterpretando canti e usanze popolari, di origine mediterranea. Questo connubio tra Napoli e sonorità di altri popoli sono ripresi più volte da Pino, che evidenzia come la città napoletana abbia un forte legame soprattutto con il sud del mondo.

In questo primo album abbiamo alcune delle canzoni che poi sono entrate nella storia della musica napoletana di sempre:

  1. Napule è – 3:47
  2. ‘Na tazzulella ‘e cafè – 3:22
  3. Ce sta chi ce penza – 3:25
  4. Suonno d’ajere – 4:13
  5. Maronna mia – 2:52
  6. Saglie, saglie – 2:39
  7. Terra mia – 2:06
  8. Che calore – 2:56
  9. Chi po dicere – 1:27
  10. Furtunato – 3:00
  11. Cammina cammina – 2:46
  12. ‘O padrone – 3:50
  13. Libertà – 3:49

Accanto alle sonorità di una musica solo apparentemente lontana da noi, si affiancano le sonorità blues, che Pino usa con maestria nei suoi capolavori. Questa fusion è introdotta nell’album Pino Daniele del 1979, e in canzoni famosissime come Je so’ pazzo, Je sto vicino a te, Chi tene ‘o mare, Putesse essere allero, Basta na jurnata ‘e sole e Donna Cuncetta.

Ormai all’inizio degli anni ’80 Pino Daniele è già entrato nell’olimpo dei migliori cantautori italiani, tanto da essere chiamato ad esibirsi nel 1980 a San Siro per il concerto di Bob Marley, che fa impazzire 80.000 spettatori!

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Pino Daniele 1980 allo stadio San Siro

Sempre nel 1980 esce il nuovo album Nero a metà, nel quale unisce sound napoletano, con ritmi latin blues costruiti su sonorità mediterranee. Il titolo dell’album è stato dedicato al cantante Mario Musella, scomparso poco prima l’uscita dell’album, figlio di madre napoletana e padre americano.

Questo disco oltre a vendere tantissime copie, è stato nominato dalla rivista Rolling Stones tra i 100 album più belli di sempre.

Eccovi le tracce di Nero a metà e una canzone scelta da noi tratta dallo stesso:

  1. I Say i’ sto ccà – 4:08
  2. Musica musica – 2:49
  3. Quanno chiove – 4:35
  4. Puozze passà nu guaio – 3:05
  5. Voglio di più – 4:02
  6. Appocundria – 1:36
  7. A me me piace ‘o blues – 3:01
  8. E so cuntento ‘e sta’ – 4:29
  9. Nun me scoccià – 3:35
  10. Alleria – 3:11
  11. A testa in giù – 3:44
  12. Sotto ‘o sole – 3:02

Il concerto del 1981 in Piazza del Plebiscito

Quello di Piazza del Plebiscito del 1981 è entrato forse nella storia come il concerto migliore di Pino di tutti i tempi a Napoli, con una presenza di pubblico che supera le 200.000 presenze. In quel concerto è accompagnato sul palco dall’amico di sempre James Senese, Tony Esposito, Tullio De Piscopo, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, un sestetto tutto napoletano che dà vita alla neapolitan power, un movimento tutto partenopeo che unisce folklore napoletano, jazz, blues, funk e rock, sonorità etniche legate alla tradizione musicale di altri paesi, soprattutto dell’area Sub-Sahariana.

Pino Daniele era molto legato a Napoli e a Piazza del Plebiscito, tanto da ripetere i suoi concerti in piazza in tantissime occasioni e guadagnando sempre tantissimi consensi popolari. Tutti i napoletani che abbiano vissuto Pino Daniele, almeno una volta nella vita ha assistito ad un suo concerto in Piazza del Plebiscito.

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Pino Daniele durante il concerto di Piazza del Plebiscito 1981

Durante gli anni ’80 si susseguono i successi di Pino Daniele, che continua a sfornare album, nuovi singoli di successo, come Bella ‘mbriana del 1982, dedicato alla leggenda di questa donna che incarna nella tradizione napoletana l’anima della casa.

Poi è la volta dell’album Ferryboat del 1985, altro grande successo locale e nazionale.

Collaborano all’album musicisti del calibro di Rino Zurzolo, Juan Pablo Torres, Steve Gadd, Larry Nocella, Richard Tee e Paolo Raffone.

Il successo principale di quest’album è forse la canzone Che ore so’, ma già da quest’ultimo album si iniziano a percepire delle rotture con gli album precedenti, e un’impronta tesa verso ritmi internazionali. E questo è ancora più marcato nell’album successivo, Bonne soirée del 1987.

Altro momento straordinario per Pino è stato quello del 24 giugno 1984, quando sempre a Milano apre l’esibizione di Carlos Santana e Bob Dylan!

bob dylan e carlos santana 1984
Dylan-Baez-Santana 1984

Altro album di grande successo Pino Daniele lo produce nel 1988 con Schizzechea with Love, che vede la partecipazione anche di Steve Gadd e Agostino Marangolo.

Il singolo omonimo quell’anno si aggiudica la Targa Tenco come migliore canzone in dialetto.

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L’ultimo album degli anni ’80, un decennio incredibile per Pino per numero e successi sfornati non poteva essere da meno: Mascalzone Latino, chiamato così perchè richiama suoni latini e mediterranei. Incredibile la canzone “Anna verrà” dedicata all’attrice Anna Magnani.

Quest’ultimo album rompe gli schemi con i precedenti: è realizzato interamente in italiano, ma l’anima, quella napoletana, rimane e si presenta sempre vivida.

Anni ’90-‘2000 di Pino Daniele: tra canzoni e primi problemi di salute

Pino Daniele a questo punto comincia a risentire forse del troppo lavoro degli anni precedenti, e nei primi mesi del 1990 riduce il numero di concerti e il proprio lavoro.

Il primo album del nuovo decennio è del 1991 quando esce Un uomo in blues, un ritorno agli albori con le sue sonorità blues e con successi incredibili come ‘O scarrafone e Leave a Message. Ancora più fortunato è l’album Sotto ‘o sole con i suoi brani Quando e O ssaje comme fa ‘o core.

In quegli anni Pino Daniele collabora con un altro grande esponente della napoletanità dell’epoca, il grande Massimo Troisi, per il quale Pino produce le colonne sonore dei film Pensavo fosse amore…invece era un calesse, Ricomincio da tre e Le vie del Signore sono finite.

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Massimo Troisi con Pino Daniele

Un altro album fortunato dell’epoca è Che Dio ti benedica, dove si registra l’ultima collaborazione con Troisi che ci lascia da qui a poco, lasciando una voragine nel mondo del cinema italiano. Il brano dell’ultima collaborazione si chiama T’aggia vede’ morta. Altri successi di quell’album sono le canzoni Che Dio ti benedica e Sicily.

Ma quegli anni vedono anche un Pino Daniele in giro per l’Italia con Eros Ramazzotti e Jovanotti in concerti che fanno il pieno di pubblico in ogni città: da Napoli a Roma, da Bari e Bassano del Grappa, da Torino a Palermo, tutta l’Italia applaude Pino e la sua musica.

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Pino Daniele-Ramazzotti-Jovanotti 1994

Quegli anni sono d’oro per Pino Daniele, che produce altri due album di successo: Non calpestare i fiori nel deserto (1995) e Dimmi cosa succede sulla terra (1997). Questi si impongono in tutta Italia, consentendo a Pino Daniele di ottenere una meritata ribalta nazionale. In questi due album si abbracciano sonorità più pop, con forti influenze orientali e nord-africane, ma anche di funky. Bellissimo il brano interpretato con Irene Grandi dal titolo Se mi vuoi.

L’album Dimmi cosa succede sulla terra conquista dieci dischi di platino e diventa il disco più venduto in Italia per otto settimane consecutive.

Il millennio viene chiuso dal musicista con la pubblicazione dell’album Come un gelato all’equatore, dove vengono a convergere sonorità di matrice elettronica e jazz.

Gli ultimi successi di Pino Daniele e la sua morte

Entrati negli anni ‘2000 Pino Daniele produce sempre meno dischi e nuovi album.

Il suo stato di salute non gli permettono fonti di stress eccessive ed è così che il lavoro del cantautore napoletano rallenta.

In questi anni abbiamo comunque l’album Medina del 2001, con inediti prodotti con la collaborazioni di artisti di origine africana, Passi d’autore del 2004, Iguana Cafè del 2005, Il mio nome è Pino Daniele e vivo qui del 2007, Electric Jam del 2009, Boogie Boogie Man del 2010, La grande madre del 2012, che rappresenta l’ultimo album della sua carriera.

Sono anni di lavori, collaborazioni, partecipazioni a concerti e nuovi ritorni: nel 2008 si ripresenta con quella neapoletan power che tanto aveva fatto sognare i napoletani alcuni anni prima. Partecipa al concerto in onore di Lucio Dalla, dove canta per l’occasione Caruso, vecchio successo del suo grande amico.

Il 31 dicembre 2014 si esibì per l’ultima volta a Courmayeur prendendo parte al programma televisivo L’anno che verrà. Si spegne purtroppo pochi giorni dopo: il 4 gennaio 2015 infatti Pino è colpito da un infarto mentre si trova in casa ad Ortebello. Inutile i tentativi di rianimarlo. Giunge all’ospedale di Roma senza vita.

Aveva 59 anni e lascia un incredibile numero di successi.

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Discografia Pino Daniele

Ecco a voi la discografia completa di Pino Daniele:

Album in studio

  • 1977 – Terra mia
  • 1979 – Pino Daniele
  • 1980 – Nero a metà
  • 1981 – Vai mo’
  • 1982 – Bella ‘mbriana
  • 1984 – Musicante
  • 1985 – Ferryboat
  • 1987 – Bonne soirée
  • 1988 – Schizzechea with Love
  • 1989 – Mascalzone latino
  • 1991 – Un uomo in blues
  • 1991 – Sotto ‘o sole
  • 1993 – Che Dio ti benedica
  • 1995 – Non calpestare i fiori nel deserto
  • 1997 – Dimmi cosa succede sulla terra
  • 1999 – Come un gelato all’equatore
  • 2001 – Medina
  • 2004 – Passi d’autore
  • 2005 – Iguana cafè – Latin blues e melodie
  • 2007 – Il mio nome è Pino Daniele e vivo qui
  • 2009 – Electric Jam
  • 2010 – Boogie Boogie Man
  • 2012 – La grande madre

Album dal vivo

  • 1984 – Sció live
  • 1993 – E sona mo’
  • 2001 – Pino Daniele Live @ RTSI
  • 2002 – Concerto Medina Tour 2001
  • 2002 – In tour (con Francesco De Gregori, Fiorella Mannoia e Ron)
  • 2013 – Tutta n’ata storia – Vai mo’ – Live in Napoli
  • 2015 – Nero a metà Live – Il concerto – Milano 22 dicembre 2014

Raccolte

  • 1986 – Musica musica
  • 1990 – Tra musica e magia
  • 1995 – Passa ‘o tiempo e che fa – I primi anni
  • 1997 – Voglio ‘o mare
  • 1998 – Yes I Know My Way
  • 2000 – Studio Collection, Le origini
  • 2000 – Napule è
  • 2002 – Amore senza fine
  • 2004 – The Platinum Collection
  • 2005 – Studio Collection
  • 2006 – Pino Daniele D.O.C.
  • 2006 – Tutto Daniele – Che male c’è
  • 2008 – Ricomincio da 30
  • 2008 – The Platinum Collection: The Early Years
  • 2008 – I grandi successi – Pino Daniele
  • 2011 – Capriccio napoletano
  • 2016 – Bagaglio a mano

Vita privata di Pino Daniele

Nella sua vita Pino Daniele si è sposato due volte: la prima con Dorina Giangrande, corista, da cui ha avuto due figli, mentre nel 1991 si risposa con Fabiola Sciabbarrasi, con la quale ha avuto due figlie e un figlio. Bellissima la dedica alla figlia Sara nell’album Medina del 2001.

In ultimo lascia anche la seconda moglie per Amanda Bonini, con la quale si stabilisce in Toscana, dove incontra il suo destino.

Vogliamo lasciarvi con il ricordo più bello che Pino Daniele ha lasciato alla città di Napoli: quella canzone Napul’è, diventata vera e propria colonna sonora della città partenopea.

Alla prossima da Napoli Fans!