Villa Floridiana, Napoli: un gioiello nel cuore del Vomero

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Fonte: Wikipedia

Villa Floridiana, Napoli: un gioiello nel cuore del Vomero nel post di Napoli Fans

Villa Floridiana, Napoli, con l’omonimo parco, si trovano in uno dei luoghi più affascinanti della città partenopea, ossia nel cuore del Vomero, il quartiere borghese per eccellenza.

La villa ospita anche il Museo Duca di Martina e la sua posizione permette di ammirare uno dei panorami più romantici della città all’ombra del Vesuvio. Inoltre l’esterno di Villa Floridiana presenta uno dei parchi naturali più grandi della città, dove si possono praticare running, footing, lunghe passeggiate in uno dei polmoni verdi della città.

All’interno di Villa Floridiana come detto, sorge il Museo nazionale delle Ceramiche Duca di Martina, che ospita l’esposizione di una delle maggiori collezioni italiane di arti decorative, con oltre seimila opere di origine occidentale ed orientale. La raccolta, da cui prende nome il polo museale, è stata costituita nella seconda metà dell’Ottocento da Placido de Sangro, duca di Martina, e donata nel 1911 alla città di Napoli dai suoi eredi.

Il post odierno, a cura di Napoli Fans, vi porterà alla scoperta di questo luogo incantevole e tutto da scoprire: benvenuti in Floridiana!

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Le origini di Villa Floridiana a Napoli

Villa Floridiana sorse agli inizi del XIX secolo.

Re Ferdinando di Borbone, sposato con Maria Carolina d’Asburgo, dalla quale ebbe ben 14 figli, era un uomo molto piacente, con tante donne intorno. Quando le vicende politiche allontanarono Maria Carolina da lui, costringendola a tornare a Vienna, egli si innamorò della siciliana Lucia Migliaccio, sposandola 80 giorni dopo la morte di Maria Carolina, avvenuta a Hetzendorf nel 1814.

Per Lucia Migliaccio, che era duchessa di Floridia, il Re acquistò la tenuta del principe Giuseppe Caracciolo di Torella, dove si ergeva questa imponente villa, che denominò Floridiana, proprio in onore della moglie.

La Villa venne ristrutturata in stile neoclassico e il parco ornato con oltre 150 tipi di flora, tra cui lecci, pini, platani e una ricca collezione di camelie.

Al termine dei lavori il complesso comprendeva due ville: villa Lucia e villa Florìdia, un teatrino all’aperto detto “della Verzura”, un tempietto circolare d’ordine ionico, finte rovine e serre, tutto rigorosamente in stile neoclassico.

Alla morte della coppia regale, il complesso fu ereditato dai figli del primo matrimonio della duchessa. Villa Lucia ed il parco furono poi venduti al Conte Pasquale Stanislao Mancini che ne fece la residenza di famiglia nella capitale partenopea.

La Floridiana e il resto del parco furono acquistati nel 1919 dallo Stato, che vi espose la collezione di ceramiche ricevuta in donazione da Maria Spinelli di Scalea, che l’aveva ereditata dallo zio, duca di Martina.

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Villa Floridiana, la descrizione

La villa vomerese presenta una semplice pianta rettangolare arricchita da due brevi ali destinate a locali di servizio.

La facciata settentrionale si sviluppa linearmente su due piani e, benché sia quella principale, si presenta in modo estremamente sobrio.

La facciata rivolta a mezzogiorno, invece, in virtù del forte scoscendimento del terreno, si articola su tre piani e punta direttamente sul mare.

Nella progettazione di tale facciata, l’architetto Niccolini, colui che rimodernò Villa Floridiana, coniugò l’impiego di materiali e di stili fra loro diversissimi: ad un piano terreno costruito in scura pietra lavica, egli vi contrappose i due piani sovrastanti, con finiture di stucco bianco.

Su di una parte basamentale quindi si innesta una struttura neoclassica che termina con un semplice attico balaustrato, sormontato al centro da una meridiana inserita fra due cornucopie.

Le porte finestre del secondo piano presentano una singolare centinatura ispirata al capitello ionico, così come ionici sono i capitelli delle quattro lesene che, in corrispondenza della parte centrale della facciata, ne interrompono la piattezza.

Una scala a tenaglia divisa in due rampe simmetriche si protende verso lo scenografico scalone marmoreo, che rappresenta il tramite simbolico tra la villa e il parco.

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Fonte: Wikipedia

Parco Floridiana, uno dei più grandi della città

Il parco della villa Floridiana è una scenografica alternanza di tortuosi sentieri e ombrosi boschetti, bellissimo quello di camelie, con ampie zone occupate da praterie e aperte verso il Golfo, in un’affascinante sintesi di elementi geometrici tipici del giardino all’italiana e di soluzioni prospettiche del giardino all’inglese.

Ad accrescere l’atmosfera romantica e pittoresca del parco, Niccolini inserì una serie di finte rovine, statue ed elementi architettonici, in parte ancora esistenti.

Ricordiamo fra l’altro il tempio ionico, bianco padiglione a pianta centrale che, posto al margine estremo del giardino a terrazza, inquadra con le sue colonne delle splendide vedute cittadine.

Il teatrino della Verzura, struttura a pianta ellittica delimitata da una bassa siepe di mirto, da quinte arboree sulla scena e da una doppia gradinata di piperno nella platea.

Inoltre vi ritroviamo serragli e grotte che, al fine di soddisfare la passione della duchessa per gli animali esotici, ospitavano uccelli di ogni genere, tigri, orsi, leoni e canguri, questi ultimi frutto di uno scambio con l’Inghilterra costato ben diciotto papiri ercolanesi non ancora svolti.

Nel retro della villa, è presente anche una piccola fontana, oggi abitata da tartarughe, lasciate lì dai napoletani.

Museo Duca di Martina: la bellissima collezione di ceramiche

Dal 1927 Villa Floridiana, Napoli, ospita un museo dedicato alle arti decorative.

Accanto agli appartamenti privati della duchessa e delle dame, il Museo ospita una ricca collezione di oggetti della seconda metà dell’Ottocento.

Accanto alle sale private della duchessa vi sono inoltre una sala da pranzo, una piccola cappella a pianta rettangolare, un atrio colonnato che collegava, tramite una scala all’appartamento sovrastante, una sala da biliardo, una delle udienze e una grande galleria.

Esemplare è la decorazione della grande galleria costituita da sobri stucchi che sono in perfetta armonia con l’essenzialità della struttura architettonica esterna.

Al centro delle pareti maggiori vi sono due caminetti in marmo statuario con colonnine ioniche sormontate da grandi specchiere.

Il Museo Duca di Martina presenta una ricca collezione di oggetti, raccolti nella seconda metà dell’Ottocento dallo stesso duca di Martina e donata alla città di Napoli nel 1911 dal nipote.

Il duca di Martina, estimatore e conoscitore di ogni tipo di manufatti, acquistò oggetti nelle maggiori capitali europee radunando, a partire dalla metà dell’Ottocento, un’imponente collezione di manufatti artistici minori: vetri, cuoi, coralli, avori e soprattutto porcellane e maioliche.

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Insomma Villa Floridiana, il Parco e il Museo sono assolutamente imperdibili per chi visita Napoli e il quartiere del Vomero.

Alla prossima con i post dedicati alla cultura e all’arte napoletana a cura di Napoli Fans!

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