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Gli allenamenti di Dimaro, il drone che vola alto in cielo e i consigli di Sarri. Queste le costanti del ritiro azzurro, forse apparentemente simile a quello dell’anno passato, e che invece nasconde delle incertezze non trascurabili, derivate dall’assenza dei nazionali ancora in vacanza, e dalla pressione su una squadra che avrà bisogno di uno sforzo enorme per fare meglio dell’anno precedente. Solo un trofeo, infatti, potrà non far rimpiangere i 36 gol del Pipita e la seconda posizione in campionato, mentre il mercato, intanto, ci fornisce una misura con la quale valutare le possibilità degli azzurri per la prossima stagione.

Le quattro piste calde per il Napoli, attualmente, riguardano il centrocampo, sicuramente il reparto da rafforzare, quello da cui dipende maggiormente il gap con la Juventus. Proprio da Torino potrebbe arrivare Pereyra, trequartista adattabile a mezz’ala destra, in rotta con i bianconeri a causa del poco spazio e dell’arrivo di Miralem Pjanic dalla Roma. Non un top player, ma una soluzione duttile di cui Maurizio Sarri potrebbe beneficiare in vista del doppio percorso tra campionato e Champions.

La seconda pista, Antonio Candreva, sarebbe probabilmente la più gradita ai tifosi azzurri, che hanno potuto constatare negli anni le qualità dell’ala laziale, spesso decisiva e nell’età giusta per dare forza ed esperienza alla compagine sarrita. Con Lotito c’è già l’accordo, ma rimane da chiarire l’intenzione del giocatore, che ha richiesto un ingaggio di 3 milioni all’anno, e che proprio per questo motivo potrebbe essere scansato da Pereyra nei progetti partenopei (il centrocampista juventino ne chiederebbe soltanto 2).

Sembra invece quasi conclusa la telenovela Witsel, un giorno lontanissimo e un altro molto vicino. Ad oggi sembrerebbe praticamente fatta per il centrocampista belga. Il Napoli avrebbe infatti superato la concorrenza del West Ham. Anche l’accordo col giocatore sembra raggiunto, nonostante la politica severa di De Laurentiis, secondo la quale chi decide di vestire la maglia azzurra deve sposare il progetto e la città, senza riserve, concedendosi alla società al 100% (diritti di immagine compresi). L’offerta allo Zenit rimane di 23 milioni, una cifra molto vicina alla richiesta di 25 della società russa.

Infine, il colpo che sorprende tutti, realizzato nel giro di 24 ore: Emanuele Giaccherini diventerà con tutta probabilità il secondo tassello della campagna azzurra. Un giocatore che non alza il livello della squadra, ma che rende più stabile la struttura della rosa a disposizione, e che sicuramente potrà tornare utile in più di un’occasione.

Difficile immaginare, soprattutto dopo gli acquisti importanti della Juventus, che siano questi i rinforzi in grado di mettere in discussione il discorso scudetto. Piuttosto, le manovre della società sembrano essere in linea con le parole del presidente azzurro, che più di una volta ha ribadito la volontà di continuare a rimanere nelle prime posizioni, evitando follie sul mercato.

Senza alzare l’asticella, e senza dare segno di voler regalare un campione alla squadra, sarà sempre più difficile trattenere giocatori che vogliono vincere. Primo tra tutti il Pipita, evidentemente di un altro pianeta rispetto al resto si suoi compagni. E’ anche per questo che le parole d’amore di Callejon (l’ala spagnola ha rinnovato fino al 2020) e quelle passate di Mertens acquistano un valore importantissimo, e bilanciano quelle insoddisfatte del fratello di Higuain e di Koulibaly.

Il rischio, almeno apparentemente, potrebbe essere quello di scivolare nel baratro dell’inconcludenza, già palesatosi nel mercato antecedente alla seconda stagione di Rafa Benitez, e che inevitabilmente pregiudicò il campionato del tecnico spagnolo. D’altro canto, Sarri ha già dimostrato ampiamente di poter fare miracoli con gli uomini a disposizione, e di poter valorizzare i giocatori sotto la sua guida. Arrivati a metà di questa estate, tra i tanti dubbi, l’unico top player sul quale il Napoli è certo di poter puntare rimane proprio il tecnico in tuta.

Daniele Sasso

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