Il Napoli spazza via il Bologna di Donadoni, gonfiando la rete per ben 6 volte in 90 minuti. Bella e cattiva come non si vedeva da tempo, la corazzata di Sarri vola adesso a +12 dall’Inter, ma solo a +5 dalla Roma, che grazie ad un commovente Francesco Totti rimane ancorata al secondo posto, in attesa dello scontro diretto. A 4 giornate dalla fine del campionato, si possono già iniziare a tirare le prime somme, attraverso 6 punti di riflessione, tanti quanti i gol messi a segno contro gli emiliani.

1. Tuta, sigarette e comunicazione – Chi lo avrebbe detto, dopo averlo sentito dichiarare “tra tre anni il Napoli sarà come l’Empoli”, che il tecnico in tuta fosse anche un maestro di comunicazione. Al di là di qualche litigata sul campo, Maurizio Sarri ha dimostrato di saper amministrare egregiamente, nel suo primo anno in una big, la pressione esterna così come quella dell’ambiente napoletano, che a inizio anno non gli avrebbe messo in mano un centesimo. Il merito più grande, al di là della gestione dello spogliatoio, è stato quello di non aver mai fatto il passo più lungo della gamba, senza proclamazioni fuori luogo e senza perdere mai la testa anche nei momenti più caldi della stagione.

2. Sostituti? Quali sostituti? – Non ci sono giocatori inutili nel Napoli di Sarri, così come non ce ne erano in quello di Benitez, ma con una differenza basilare: quest’anno sono state imposte delle gerarchie ben precise, mai messe in discussione, e nonostante questo chiunque sia stato chiamato a fare la sua parte, per quanto piccola essa sia stata, ha risposto presente. Ne sanno qualcosa Gabbiadini e Mertens, eterne seconde scelte, in grado di subissare gli avversari di gol e assist anche in assenza dei loro compagni più quotati

3. Rimpianti – La Juve ormai è in fuga, e molto probabilmente nel corso della prossima settimana festeggerà lo scudetto. Sono tante le ragioni di questo ennesimo titolo, così come sono tanti gli episodi che ogni anno fanno perdere credibilità al campionato italiano. Guardando a noi stessi, in ogni caso, il maggiore rimpianto rimane quello di non aver condotto un mercato di gennaio soddisfacente, con il quale si sarebbe potuto colmare il gap con gli arbitri… ops… cioè… con l’organico dei bianconeri.

4. Consacrazione – A secco nelle ultime tre gare, ma solo a causa della squalifica, Higuain cercherà reti e gloria in queste ultime giornate. Intanto il Pipita è già entrato nella storia del club, scrollandosi definitivamente di dosso il fantasma Cavani. Nei primi due anni, infatti, esisteva ancora qualche scellerato che rimpiangeva il Matador, mentre adesso, su questo fronte, finalmente tutto tace. Questa potrebbe essere l’ultima stagione dell’attaccante argentino all’ombra del Vesuvio, sotto il quale si è consacrato come uno degli attaccanti più forti del mondo. Per la scarpa d’oro non è ancora finita.

5. Basse aspettative – All’inizio dell’anno calcistico, il panorama scorto all’orizzonte dai tifosi azzurri non sembrava poter essere quello di una stagione gloriosa. Si sperava nel raggiungimento del terzo posto, si anelava una Champions ai preliminari. Adesso lo scenario è totalmente trasformato: con i preliminari ipotecati, buona parte del secondo posto si deciderà lunedì sera all’Olimpico di Roma. Se nel corso delle prossime 4 giornate i giallorossi dovessero superare i partenopei in classifica, il terzo posto, più che un obiettivo raggiunto, diventerebbe una beffa.

6. I più forti di sempre – Quella che nei primi mesi era solo una sensazione, col tempo è divenuta una realtà concreta: questo è il Napoli più forte dell’era De Laurentiis. Lo dicono i numeri, le statistiche, ma prima di tutto il campo. Sarebbe folle, per chi ha assistito alle gestioni precedenti, credere che questo non sia il campionato nel quale i partenopei hanno espresso il calcio migliore. Il record di 78 punti di Mazzarri e Benitez rimane l’ultimo record da raggiungere.

Per porre fine alla lotta per il secondo posto al Napoli potrebbero servire solo 4 punti, purché 3 di questi vengano conquistati contro la Roma di Spalletti. Come in una corsa ciclistica, agli azzurri manca solo l’ultimo strappo, la ciliegina sulla torta di una stagione sontuosa, prima di festeggiare la rinascita, quella che speriamo possa essere solo l’inizio di un ciclo straordinario.

Daniele Sasso

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